Il Consiglio comunale ha ufficialmente aperto l’era della Tares, la nuova imposta che sostituisce la vecchia Tarsu aggiungendovi anche i costi del servizio. Entrerà in vigore dal prossimo mese di settembre e si pagherà in tre rate: la prima a settembre; la seconda ad ottobre; la terza a dicembre.
Per quanto riguarda le tariffe, sempre a differenza della Tarsu, cambiano i parametri: non soltanto l'estensione dell'immobile dal quale si producono i rifiuti, ma anche il numero dei componenti il nucleo familiare per quanto riguarda le case, mentre, per quello che concerne le attività economiche, valori a seconda del settore in cui si opera e, quindi della quantità dei rifiuti prodotti.
Il disappunto di chi pagherà di più sarà inversamente proporzionale all’entrata in vigore del provvedimento: infatti, mentre la Tares si paga da settembre, per le agevolazioni, contrariamente a quanto proposto con emendamento dalla capogruppo del Partito democratico, Mimmo De Laurentis, bisognerà attendere il 2014.
In compenso, per quanto riguarda l’Imu, il consiglio comunale, riunitosi ieri, ha accolto un emendamento, sempre di De Laurentis, per l’assimilazione ad abitazione principale delle unità immobiliari date in comodato d'uso gratuito a parenti entro il primo grado.
E per quanto riguarda l’accertamento dei tributi, il consiglio comunale ha approvato l'esternalizzazione del servizio all’esito di un emendamento proposto da Giuseppe Paolillo, di Scelta civica con Monti, e condiviso dalla maggioranza. La modifica prevede una gara d'appalto, una fidejussione bancaria e l’incasso dei tributi su un conto corrente del Comune di Trani.
La minoranza ha provato in tutti i modi a convincere l'altra parte politica affinché il servizio si svolgesse con risorse umane del Comune. Tuttavia la maggioranza, anche e soprattutto su consiglio del dirigente della terza ripartizione, Grazia Marcucci, ha preso atto non soltanto dell’esiguità del personale disponibile, ma, anche della necessità di incassare al più presto quelle somme che mancano all'appello e per le quali, più volte, la Corte dei conti ha fatto notare al Comune la necessità di attivarsi di conseguenza, intimando il recupero immediato di quelle ingenti somme che i vecchi concessionari non ha mai riversato.
