«Beh, si, forse non saremo i primi ma sicuramente un buon piazzamento in campo nazionale ce lo siamo meritato e, sicuramente, siamo riusciti a battere sul tempo “nientepopodimenoche” il governo centrale! Nonostante il premier Letta non abbia ancora deciso se cancellare la tassa municipale propria (IMU) dal novero dei malanni che affliggono gli italiani, il nostro buon Sindaco e la sua Giunta, nel corso di una maratona consiliare trasformata in una gara di sopravvivenza dal divieto di pause e dal black out del sistema di climatizzazione, hanno rovesciato sulle nostre spalle il regolamento che ne definisce l’applicazione sul territorio cittadino.
Non solo! Per evitare di essere accusati di pochezza amministrativa hanno approvato anche il regolamento della tassa per i rifiuti ed i servizi (TARES), le tariffe che spettano a ciascun cittadino in relazione alla famiglia ed all’attività lavorativa e l’esternalizzazione della riscossione dei tributi; quest’ultimo argomento merita una trattazione a parte che mi riservo in futuro per vincere la noia ferragostana.
Limitandoci alle tasse ed ai tributi locali non c’è dubbio che avremmo saputo fare a meno di regolamenti che ci ricordano i nostri doveri ma è pur vero che la loro approvazione è “un atto dovuto che si rifà ad una legge applicata in modo più o meno simile su tutto il territorio nazionale”; prima o poi si sarebbe dovuto fare e per quanto con una lettura attenta del testo dei provvedimenti si “potrebbero trovare mille errori di forma e/o di interpretazione e, forse, altrettante correzioni da apportare”, “non posso non condividere la struttura del provvedimento e le finalità che lo stesso si propone”.
Ad esempio “concordo sulla necessità di riduzioni del tributo sino al 30% per chi osserva le regole di un compostaggio casalingo o per abitazioni con unico occupante, riduzioni che salgono al 50% per nuclei familiari con due ultra 67enni, per nuclei familiari con redditi limitati e disabile a carico o per contingente disagio lavorativo del nucleo familiare; condivido anche l’esenzione totale per quelle famiglie assistite dai servizi sociali del Comune e per singoli pensionati sociali; condivisibile è anche la riduzione del 50% del tributo alle nuove attività d'impresa per i primi tre anni di attività”.
Concordo a patto che “si faccia doverosa e ampia pubblicità …..e che si rendano le procedure amministrative …. assolutamente semplici e comprensibili”, ribadendo “quanto sia essenziale la reale usufruibilità delle misure agevolative a tutti gli aventi diritto e non solo agli amici o agli amici degli amici”.
Un brutto neo di questo provvedimento è la sensazione che “l’amministrazione comunale voglia attribuire alla TARES solo e soltanto una semplice natura tributaria piuttosto che quello di una tariffa con natura corrispettiva senza lontanamente porsi il problema di utilizzarla come uno strumento utile, una leva sociale per la promozione di quella raccolta differenziata che a Trani stenta a partire nonostante i numerosi finanziamenti ricevuti dalla amministrazione Vendola.
La legge, infatti, consente ai Comuni di determinare una quota fissa che rappresenta un tributo vero e proprio ed una quota variabile ”correlata alla quantità ed alla qualità di rifiuti prodotti” e, “pertanto, se l’amministrazione comunale promuovesse la raccolta differenziata e si dotasse di sistemi per la misurazione puntuale dei rifiuti conferiti dai singoli utenti (abitazioni, condomini, attività commerciali, ecc.) con riferimento a tutte le singole categorie di rifiuti conferiti (indifferenziato, carta, plastica, vetro, alluminio etc.) si otterrebbe un risparmio che potrebbe essere anche congruo per il contribuente ed una auspicabile riduzione dei rifiuti prodotti per la comunità”.
“I rifiuti”-ho fatto rilevare-“ potrebbero essere risorse ma, nonostante siano anni che SEL ed altri gruppi chiedano una loro gestione intelligente dichiarandosi disponibili a collaborare, nonostante la società civile promuova leggi quali quella sui rifiuti zero, qui a Trani siamo ancora” ai nastri di partenza.
Nonostante le carenze procedurali, gli errori e le omissioni che il Segretario Generale (una meteora sconosciuta già pronta a svanire) non ha saputo o non ha voluto rilevare, alla fine ho espresso un voto di astensione per il regolamento IMU ed addirittura un voto favorevole per quello che riguarda il tributo sui rifiuti, con dichiarazioni che in questo articolo riporto parzialmente tra virgolette ma che si possono trovare per intero sul nostro sito web.
L’obiettivo era quello di incanalare la discussione su un sentiero di collaborazione e di condivisione, superare gli atteggiamenti di prepotenza politica adottati dai consiglieri di centro-destra e di poter trovare punti di mediazione in merito agli altri provvedimenti di carattere impositivo presenti all’ordine del giorno, in particolare alle tariffe per la TARES, nell’interesse esclusivo dei contribuenti.
I fatti però hanno dimostrato che mi sbagliavo e che la speranza di rinviare ad una giornata più favorevole la discussione era solo una pia illusione. “La fame è fame” ho fatto notare -“ma in tempo di crisi epocale, per quanto l’Ente Comune abbia bisogno di liquidità immediata per far fronte agli impegni (spesso indebitamente) presi sarebbe opportuno evitare di pescare pesantemente nelle tasche dei nostri concittadini e rinviare di qualche giorno l’esame di questa proposta al fine di determinare con attenzione, serenità ed equità le tariffe che a ciascuno è giusto applicare.
Ho obiettato che “se da una parte il regolamento tiene in gran conto le necessità dei cittadini in difficoltà, dall’altro” l’amministrazione “nel definire le tariffe non si trattiene dall’operare un prelievo tributario che rischia di interferire seriamente sulla economia dei singoli contribuenti.
Nonostante il caldo, la stanchezza e la tensione accumulata in ore di discussione spesso sterile e tesa solo a guadagnare tempo per raggiungere accordi trasversali al suo interno, la maggioranza ha approvato la delibera delle tariffe TARES; ha dato la sua approvazione nonostante gli errori (basti prendere atto della spesa prevista per la pulizia settimanale dell’ex area mercatale di Via Giovanni Bovio e delle vie limitrofe e dell’ex mercato ittico di Piazza Longobardi, come ha rilevato il consigliere Franco Laurora), nonostante le inesattezze della documentazione, nonostante molti consiglieri della stessa maggioranza fossero d'accordo sulla incongruità delle tariffe, nonostante il Consigliere De Laurentis avesse fatto notare come le banche dovessero pagare una quota fissa di 0,71 euro per metro quadrato ed un venditore di prodotti ortofrutticoli fosse invece caricato di 8,8 euro per metro quadro.
A nulla è servito ripetere, minacciare, appellarsi al buonsenso, invitare ad un ripensamento e ad una analisi concertata del piano tariffario.
La proposta è passata.
E’ passata per la resistenza della maggioranza consiliare e per la testardaggine di una dirigente ad accettare una revisione del proprio lavoro pur ammettendo che il tempo a disposizione e le mille cose da fare non avevano permesso una stesura adeguata del provvedimento.
E’passata perché la imposizione tributaria è il modo più veloce e sicuro per fare cassa; poco male se poi va a danno dei cittadini amministrati e non consente a quelli più deboli di godere delle facilitazioni. Seee, una esclamazione, questa, piena di amarezza e di stupore. Sì, questa amministrazione non finirà mai di stupirmi e, per quanto sia vero che al peggio non c'è mai limite, almeno per questa volta penso che ci siamo superati».
Mimmo Santorsola
