Trenta auto in via Finanzieri, sei ai capannoni Ruggia. Questo è il bilancio del «Park and ride» di ieri. Anzi, del solo park, giacché ieri, infatti, a Trani non vi erano bus navetta disponibili per trasportare gli automobilisti dai parcheggi alla zona di «Calici di stelle».
I numeri, raccolti sul luogo intorno alla mezzanotte, quando sarebbe stato improbabile che altre auto arrivassero, sembrano testimoniare in maniera inconfutabile quanto, purtroppo, il progetto sia finora fallito. Peraltro, i parcheggi non erano indicati dalla segnaletica e, quando in ogni caso gli automobilisti giungevano sul luogo, ma si sentivano rispondere dagli ausiliari del traffico che non vi erano i bus navetta, andavano via alla ricerca di posti in città. In fondo, il costo era sempre di due euro, ma per un servizio a metà.
Insomma, dopo il semi flop di «Battiti», per i park and ride questo sembra un anno particolarmente problematico, per usare un eufemismo. Ma l’insuccesso, evidentemente si lega soprattutto al fatto che gli utenti, se non hanno la certezza della continuità di un servizio, sarà ben difficile che a tale servizio si abituino. Oltre tutto, in via Finanzieri, dove ci eravamo recati anche all’imbrunire, la zona del parcheggio si è presentata con parecchie criticità; sporcizia, rifiuti, cani randagi, zanzare.
Sarebbe il caso, terminata questa estate, di operare una seria riflessione su questo che dovrebbe essere, almeno in teoria, uno strumento di crescita turistica e che invece, a Trani, sembra rappresentare soltanto un problema.
Oltre al danno, la beffa. Chi, con l’auto, ha raggiunto la zona più prossima alla manifestazione, ha finito per parcheggiare nei pressi del castello, dove regnavano, incontrastati gli abusivi. Per loro, dunque, affari d’oro ed una vittoria da ko tecnico al primo round contro l’Amet e le sue trentasei auto.
