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Trani, accessi al mare? Tempo scaduto. Carlo Laurora stila i consigli per l'amministrazione: «Ci vuole solo volontà e capacità di fare»

«Anche quest’anno nulla è stato fatto e nulla è stato programmato per risolvere il problema degli accessi al mare nel tratto di costa fra la seconda spiaggia ed il confine con Bisceglie.

Continuano i disagi dei cittadini tranesi per accedere ad una delle zone più belle del nostro territorio, assolutamente non valorizzata e preservata.
In passato si è tentato di far leva sulla collaborazione con i privati proprietari dei suoli lungo la costa, che hanno legittimamente edificato e realizzato viabilità private, invocandone l’uso pubblico per consentire a chiunque di poter raggiungere la costa.

Ma tale soluzione, sia pur valida, è da considerarsi “accessoria” rispetto a quella principale che è costituita dalla improrogabile realizzazione di viabilità pubbliche. Il perdurare dell’esclusiva soluzione “accessoria” porta da un lato ad un eccessivo utilizzo di aree private ( con conseguente disagio dei residenti e rischio di conflitti fra concittadini) e dall’altro a perdere di vista l’obiettivo principale, tanto che alcuni parlano di esproprio delle viabilità private.
Tale soluzione non appare agevole perché dovrebbe essere basata su congrue motivazioni ( sarebbero in variante agli strumenti urbanistici generali), tali da resistere ai ricorsi dei privati proprietari, ed inoltre sarebbe costosa perchà si tratterebbe di esproprio di aree edificabili di rilevante valore di mercato. In realtà la soluzione esiste.

Il piano urbanistico generale prevede due strade di accesso al mare, di cui una confinante con la zona edificabile e l’altra vicina all’istituto psico – pedagogico
Entrambe le strade sono ubicate in zona agricola, a sua volta tutelata dal punto di vista paesaggistico. Si tratta di un’area poco conosciuta e non frequentata per mancanza assoluta di viabilità di accesso, il che ha acconsentito lo svilupparsi di forme di abusivismo incontrollato, soprattutto da parte di proprietari non tranesi. Non si può più perdere tempo. Quelle strade vanno realizzate.

Bisogna realizzare con solerzia gli espropri, tenendo conto che tale possibilità è attivabile direttamente entro cinque anni dalla data di approvazione del PUG avvenuta a maggio del 2009. L’esproprio è dunque attivabile entro maggio 2014, senza dover ricorrere a complicate procedure di reiterazione del vincolo ed a pagamenti di indennizzi a favore dei proprietari da espropriarsi. In sostanza con l’esproprio diretto si avrebbe un risparmio per l’amministrazione e la procedura sarebbe meno aggredibile dai ricorsi dei privati espropriati. Inoltre, trattandosi di zona agricola, tutelata paesaggisticamente e dunque inedificabile, si attuerebbe una acquisizione forzata di aree con basso valore di mercato e dunque a costi accessibili per l’amministrazione. 

Non sarebbe trascurabile , infine, l’impatto che la realizzazione di tali strade avrebbe sulla possibilità di poter esercitare controllo sul territorio tutelato, evitando il dilagare dell’abusivismo. Il progetto non appare di difficile concezione in quanto dovrebbero essere realizzate strade pedonali in zona agricola, che immagino delimitate con muri a secco, non asfaltate e con illuminazione pubblica non invasiva, il tutto nel rispetto del paesaggio rurale, che può essere predisposta dall’Ufficio Tecnico senza conferimento di incarichi all’esterno.

Nel contempo l’opera pubblica non dovrebbe essere eccessivamente onerosa ,sia per i bassi costi connessi con l’esproprio e sia per le immaginabili modalità realizzative. Si tratta solo di avere la volontà di fare e la capacità di mettere in atto ciò che si vuole!»

Carlo Laurora

Consigliere provinciale

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