Dai soldi dell'ecotassa, arrivano 350mila euro sul tavolo dell'ambiente dalla provincia di Barletta Andria Trani. Di questi, 80mila saranno destinati alla pulizia delle spiagge, 100mila per quella delle strade extraurbane provinciali, la differenza di 170mila sarà impiegata per la rimozione di amianto abbandonato e per la campagna di sensibilizzazione dal titolo «Ambientiamoci».
Sono questi i numeri emersi a margine della conferenza stampa di presentazione del nuovo progetto promosso dalla Provincia di Barletta Andria Trani, sulle «buone pratiche per una quotidianità sostenibile». Si tratta di un’iniziativa di sensibilizzazione nei confronti del cittadino, «perché adotti comportamenti corretti per sé, la famiglia e l'ambiente».
Sempre a margine della presentazione di questo progetto, il presidente della giunta provinciale, Francesco Ventola, ha lanciato l'allarme sulla possibile scomparsa dell’Autorità di bacino di Barletta Andria Trani, in predicato di essere accorpata con l'omologa di Bari: «Se così fosse – ha detto Ventola -, sarebbe un ulteriore colpo per la nostra comunità. Finora siamo stati sempre rispettosi di quanto la Regione ci ha chiesto, e persino solidali facendoci carico, attraverso la discarica di Trani, dei rifiuti di altri bacini. Se fossimo accorpati a Bari, oltre al danno ci ritroveremmo anche la beffa. Rivendichiamo il nostro pieno diritto di autodeterminarci».
Uno sfogo pienamente condiviso dal sindaco Gigi Riserbato per il quale «l’allarme lanciato dal presidente provinciale è fondato. In questo modo, se la nostra Ato fosse accorpata a Bari, la Regione non avrebbe neanche più la necessità di emanare ordinanze per inviarci i rifiuti in discarica: lo farebbe d'ufficio. Noi diciamo fortemente “no” a questo disegno, e rilanciamo con questo progetto nel quale dimostriamo la capacità delle comunità di questa provincia di autodeterminare le proprie scelte e condividerle».
Per quanto riguarda la pulizia delle spiagge, la Provincia ha confermato che la copertura economica sarà fino al 31 agosto. L’assessore all’ambiente di Trani, Giuseppe De Simone, ha anticipato che, per quanto riguarda il restante periodo istituzionale da coprire, quello dal 1mo al 15 settembre, «il Comune di Trani, non avendo disponibilità economiche, chiederà all’Amiu un ulteriore sforzo perché prosegua e concluda il servizio con propri fondi».
