È un 43enne di Trani, A.G., ad essere ritenuto il responsabile del presunto accoltellamento di una persona nel corso della rissa di ieri sera, al porto, in seguito all’affondamento del «Carmela madre» ed del reciproco accusarsi delle responsabilità da parte delle famiglie dei comandanti del peschereccio affondato e di quello confinante.
Il Gip presso il Tribunale, Conticelli, ha accolto la richiesta del sostituto procuratore della Repubblica di turno, De Luca, disponendo la misura cautelare nei confronti dell’uomo. Allo stato, risultano denunciate a piede libero altre tre persone, familiari dell’arrestato.
Intanto le operazioni di recupero del «Carmela madre» sono sospese. Riprenderanno domattina con l’impiego di una gru, giacché, oggi, i palloni idrostatici non sono riusciti nell’impresa di far risalire il relitto, invischiato nel fango depositato sul fondale del porto. Ovviamente, l’operazione dovrà compiersi con la massima cautela, poiché l’impiego di un mezzo meccanico potrebbe determinare altre rotture ed alterare lo stato del relitto compromettendo l’accertamento della dinamica dell’affondamento, sulle cui cause, a maggior ragione, appare prematuro sbilanciarsi.
