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Trani, dalla Provincia Laurora chiede di riscrivere le concessioni demaniali: «Basta rimodulare il Piano comunale delle coste»

Cosa è oggi il lido Marechiaro? È una spiaggia libera, una spiaggia libera con servizi o un monumento all’indecisione? Cosa accadrà del lido ex Memonada, a suo tempo dato in concessione a privati, ed ora abbandonato ed in stato di degrado totale?  Sarà ancora un ristorante,  diventerà un lido attrezzato o resterà un monumento all’abusivismo?

Cosa diventeranno le sciale, impianti produttivi del tutto incompatibili con il prezioso tratto di costa cittadino? È possibile trasferirle e consentire la fruizione di quelle aree o resteranno un monumento all’anacronismo? Dal Monastero di Colonna sino a Matinelle possono essere attrezzate spiagge libere con servizi?

Che fine faranno le concessioni demaniali in abbandono (ex Trabucco, Baia del Pescatore…)?  C’è la possibilità di rilasciare concessioni per nuovi lidi, con procedimenti di evidenza pubblica, sull’intero tratto costiero della nostra città? C’è la possibilità di rilasciare concessioni demaniali per l’occupazione di suolo per dehor sull’area portuale? In poche parole, qual é la programmazione comunale per l’utilizzazione delle aree demaniali? A nostro avviso, non esiste.

La risposta alla necessità di governare lo sviluppo turistico e commerciale della nostra costa si chiama Piano comunale delle coste. Senza tale importante strumento urbanistico di programmazione, non è possibile rilasciare nuove concessioni da parte del Comune, cui la Regione Puglia ha delegato tale funzione. È possibile solo rilasciare rinnovi di concessioni, a loro tempo rilasciate a privati, che siano in scadenza. Di fatto, l’immobilismo totale.

Lo sanno bene quegli esercenti che vorrebbero (ma non possono) regolarizzare le occupazioni di suolo sul porto, lo sanno bene tutti coloro (speriamo ancora ci siano) che vorrebbero  investire in attività turistiche e commerciali legate alla risorsa mare, creando occupazione. In un momento di crisi come quello che si sta attraversando, l’inerzia dell’amministrazione è letale per la città.

Tuttavia, un Piano comunale costiero, sulla base di una legge regionale, fu approvato anni fa dal consiglio comunale (Trani fu uno dei primi comuni a dotarsene) e fu trasmesso alla Regione Puglia per l’approvazione definitiva. Ma la Regione Puglia, solo successivamente, alcuni anni dopo, ha proceduto all’approvazione del Piano regionale costiero, cioè del regolamento che fornisce le linee guida operative per la redazione dei piani comunali.

In base a tali sopravvenute indicazioni, basterebbe rimodulare le previsioni del Piano comunale delle coste, che giace abbandonato ed impolverato in qualche stanza dell’Ufficio tecnico comunale o dell’Ufficio sportello unico attività produttive, darne pubblica visione per confrontarsi con la collettività tranese, discuterlo e riapprovarlo in consiglio comunale ed, infine, trasmetterlo alla Regione Puglia per la conclusione del procedimento. Così, si  fornirebbe alla nostra città un fondamentale strumento di sviluppo turistico, commerciale per incentivare l’occupazione.

Si tratta solo di porre in essere un adeguamento critico, aggiornato ai tempi, delle previsioni del vecchio Piano comunale, verificando le percentuali fra spiagge libere, spiagge libere con servizi e lidi attrezzati, valutando la riconversione degli impianti produttivi. Peraltro, si tratta di attività che può essere svolta tranquillamente dall’Ufficio tecnico e dal Suap, senza aggravio di costi per consulenze esterne.

Occorre la «volontà di fare», con costi sostenibili, capacità e competenza per realizzare ciò che si vuole. Per il futuro della città.

Carlo Laurora - Consigliere provinciale


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