L'affondamento del «Carmela madre» resta avvolto nel mistero. Infatti, all'esito del recupero del peschereccio colato a picco domenica scorsa nel porto di Trani, nonché di una prima perizia sul luogo, né sono apparsi evidenti segni di collisione da parte di altre imbarcazioni, né si sono riscontrate infiltrazioni o falle sulla barca affondata.
A questo punto, dunque, entra in scena il Registro italiano navale, un cui ingegnere svolgerà una perizia accurata sull’imbarcazione affondata, nei prossimi giorni, in un cantiere specializzato quasi sicuramente fuori Trani. Si allungano, dunque, i tempi per l'accertamento dei fatti, che saranno ovviamente compatibili con le ferie di Ferragosto. Nel frattempo, resta dunque più che ferma la posizione dei rispettivi proprietari delle imbarcazioni confinanti ciascuno dei quali addebita all'altro le cause dell’affondamento del peschereccio.
Quel che è certo, dunque, è che proseguirà sia l'indagine amministrativa, condotta dal comandante dell’Ufficio locale marittimo, Stefano Sarpi, sia quella penale, in mano alla Procura della Repubblica di Trani, in merito ai fatti di domenica scorsa che, per alcuni aspetti, sembrano intrecciarsi proprio alla vicenda dell’affondamento del peschereccio.
