Piccola tregua fino al prossimo 20 agosto. È quella che è riuscito a concedere il presidente dell'Autorità di bacino, Nicola Giorgino, disponendo che una parte dei camion provenienti dalle città di Barletta e Bisceglie, e diretti a Trani per il conferimento dei rifiuti, vadano invece all’impianto di Andria per alleviare il peso che sta sopportando, ultimamente, la discarica di Trani.
Si tratta di un palliativo, ma tanto sta bastando, per il momento, ad evitare il problema del ritorno a casa di camion pieni di spazzatura oltre l'orario consentito per il conferimento.
Infatti, come già riferito nei giorni scorsi, Amiu, per problemi di carattere sindacale, ha dovuto sopprimere l'ora di straordinario accordata in favore dei dipendenti della discarica, comprimendo l'orario di conferimento tra le 5 e le 10.45, e non più le 11.45 come in precedenza. Il taglio di un’ora, però, aveva determinato un autentico intasamento all'ingresso della discarica e, di conseguenza, l'impossibilità per tutti camion di conferire i rifiuti che contenevano a bordo. Da qui una serie di polemiche e, soprattutto, problemi per i comuni costretti a riprendersi per un giorno la spazzatura non smaltita.
Ed allora, poiché si è riscontrato che la maggior parte dei veicoli costretti allo stop provenivano proprio dalle città di Barletta e Bisceglie, s’è così deciso che almeno sei o sette di essi (per un totale dalle 30 alle 35 tonnellate) fino al prossimo 20 agosto conferiscano i propri rifiuti ad Andria, almeno per evitare ulteriori problemi durante i giorni più delicati dell’estate. Subito dopo, però, la situazione tornerà esattamente come prima, con il rischio che Amiu e la sua discarica esplodano per il troppo lavoro cui sono sottoposti gli operai.
L’amministratore unico, Antonello Ruggiero, conferma e rafforza i problemi cui si sta facendo fronte ogni giorno. Le 850 tonnellate quotidiane che arrivano dal proprio bacino (400) e, soprattutto, da quelli Bari 2 e Bari 4 (450), su disposizione della Regione Puglia, stanno rischiando di portare al collasso la discarica ed il proprio personale. «Se tali situazioni potevano essere sostenute per un breve periodo - scrive Ruggiero in una lettera inviata in Regione, ma anche ai prefetti di Bari e Bat – sul periodo più lungo (giacché sono ormai quasi quattordici mesi) si sono rivelate insostenibili. Infatti, i mezzi, cominciano a manifestare notevoli difficoltà e, talvolta, subiscono improvvisi fermi dovuti al loro uso prolungato, richiedendo anche più frequenti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria con conseguente necessità di fermo degli stessi. D’altra parte - prosegue - a causa delle limitazioni imposte alle assunzioni di nuovo personale ed alle concomitanti rivendicazioni economiche del personale in servizio, che reclama una remunerazione della maggiore gravosità della prestazione lavorativa, si sono determinate situazioni di conflittualità con le organizzazioni sindacali, alcune delle quali hanno anche proclamato lo stato di agitazione».
L’Autorità di bacino, dunque, per il momento ha messo una pezza, «ma noi – chiede Ruggiero – chiediamo che la Regione ci indichi come risolvere una situazione di stallo in cui ci troviamo a causa delle sue stesse ordinanze, ed invitiamo il governatore Vendola ad una passeggiata ecologica in discarica, approfittando delle ferie. Forse, venendo di persona a Trani, toccherebbe con mano quello che quotidianamente accade e comprenderebbe perché siamo, ormai, al limite del collasso».
