«Non sono mai riuscito a sapere quante persone leggono gli articoli che scrivo. Bah, forse mi conviene chiedere consiglio al tizio che ha contato uno per uno i quarantamila turisti venuti a Trani nella serata di “battiti live”, anche se chiamarli turisti mi sembra un po’ eccessivo: hanno intasato le strade, hanno complicato il traffico e la vita dei residenti, hanno comprato un panino o un gelato e se ne sono andati lasciando una montagna di spazzatura ed un mare distraordinari da pagare. Il turismo forse è altro, forse è ricchezza in entrata piuttosto che denaro in uscita.
Ma torniamo agli articoli. Sicuramente i miei lettori sono molti di meno di quei quarantamila ma, la butto lì sperando di non sbagliarmi, di non volare alto, sicuramente sono almeno cinque: mia moglie, le mie figlie, il mio sindaco che mi onora della sua stima e della sua attenzione, cosa che accetto con grande piacere e che contraccambio con assoluta sincerità, ed il segretario del mio partito.
Eh si, perché, contrariamente a quello che dice un mio amico, io non faccio parte di una schiera di “senza fissa dimora”, tutt’altro; io ho scelto un partito vero, forse anche povero ed incapace di accettare le larghe intese, un partito dignitosamente presente in campo nazionale, un partito forse un po’ scalcagnato a livello locale ma con veri iscritti e liberi pensatori capaci di esprimere idee senza timore di censure, compagni capaci di supportarmi in tutte le attività, anche nella correzione di questo comunicato evitandomi errori grammaticali o, peggio ancora, inutili cattiverie suscettibili di querela.
Ci sarebbe tanto altro da dire in merito alla mia adesione a Sel ma basta con le divagazioni; le chiacchiere stanno a zero ed è giusto che dopo la pausa ferragostana, “passat u sant” e passata la festa, io torni a raccontare, come promesso, la mia versione della seduta consiliare del 25 luglio 2013.
La mia opinione favorevole sul regolamento IMU e dubitativa su quello della TARES la conoscete già, così come vi ho già detto tutte le motivazioni che mi hanno portato a condividere con tutta l’opposizione, quella vera, un voto assolutamente negativo sulle tariffe adottate per calcolare il dovuto da parte di ciascun cittadino, considerazioni che non sono bastate a bloccare od almeno a rinviare l’approvazione di una serie di provvedimenti “emendamentizzati” in diretta, per dirla alla Crozza.
L’imposizione tributaria è sicuramente il modo più veloce e sicuro per raccogliere contanti e la necessità di riempire le casse comunali in attesa di un bilancio di previsione piuttosto nebuloso sembrava giustificare la resistenza della maggioranza consiliare e la indisponibilità di una dirigente ad accettare una revisione del proprio lavoro pur ammettendo che il tempo a disposizione e le mille cose da fare non avevano permesso una stesura adeguata del provvedimento.
Ma col senno di poi ho capito: i mille errori rilevati non potevano essere sufficienti a consigliare una pausa di riflessione perché (a questo punto ci vorrebbe un rullio di tamburi ed un suono di tromba) dopo il regolamento e dopo le tariffe contributive viene la esazione ed era questo il momento più importante della giornata, la preda ambita!
Non si sa se l’IMU rimane e non si sa chi sarà esente o agevolabile nel pagamento delle tasse comunali ma si sa per certo che l’Ente Comune non è in grado di gestire la raccolta delle tasse e per farlo ha bisogno di affidare, di appaltare ad una azienda esterna, esternalizzare, appunto, la riscossione dei tributi.
Poco male se quei tributi pesano, se hanno le aliquote massime, se non rispettano le reali capacità contributive, se un cittadino è in grado di pagarlo o se, pur volendolo fare, ha bisogno di un po’ di attenzione e di pazienza da parte dell’ente.
Poco importa se nel passato un’azienda esattrice ha frodato il nostro Comune e se ancora oggi non ci è dato di sapere il reale importo di tale truffa; non importa se la quota di spettanza all’azienda esattrice assorbirà una gran parte dei benefici comunali, non importa se, in sostanza, tolta la quota da versare allo stato, tolta la quota da versare all’azienda appaltatrice e tolti gli sconti ai soliti amici rimarrà ben poco nelle mani degli amministratori per soddisfare le aspettative della cittadinanza e le situazioni debitorie di cui tanto si parla e con tanto timore. Poco male: l’imperativo è gestire il flusso di denaro nel prossimo futuro.
Sarà forse perché è vero che chi maneggia festeggia? Io credo e spero di no ma per non sbagliare e per non correre il rischio di essere frainteso, dopo aver dato il mio voto favorevole al regolamento IMU, dopo aver dato un parere negativo alle tariffe TARES ho espresso la seguente dichiarazione di voto sulla proposta di “Esternalizzazione dei servizi di supporto alla gestione ordinaria, accertamento, riscossione delle entrate tributarie”.
“In merito al provvedimento che propone la esternalizzazione dei servizi di supporto alla gestione ordinaria ed alla riscossione delle entrate tributarie esprimo con fermezza un no che deriva dalla certezza che all’interno del Comune siano presenti professionalità in grado, se adeguatamente formate e motivate, di acquisire la competenza necessaria alla gestione dei tributi locali; dalla condivisione di quanto esposto dalla dr. Marcucci in merito alla opportunità di una gestione propria del Comune della riscossione dei tributi derivanti dalla TARES, opportunità che dovrebbe essere estesa agli altri titoli tributari; dalla sfiducia derivante da esperienze più o meno recenti nei confronti di operatori che non sempre sono in grado di assicurare correttezza, adeguatezza e sicurezza del servizio; dal dubbio che sei anni”- pur se ridotti a tre per l’intervento di qualche sano consigliere di maggioranza, ho precisato - “siano un tempo troppo lungo per rimediare ad eventuali errori e che un contratto così lungo interferirà per forza di cose con i progetti ed i desideri della prossima amministrazione. Infine, ma non perché meno importante, sono contrario a tale proposta perché le spese derivanti dalla convenzione ricadranno sulle spalle dei soliti cittadini contribuenti”- sempre quelli- “e renderanno vano lo sforzo impositivo chiesto loro con le tariffe ed i tributi locali”».
Mimmo Santorsola
Consigliere comunale Sel
