La polemica nasce da una nota a firma di Marcello Filograsso e Michele P. Antolini a nome dell'Arcigay Bat sulle parole pronunciate nel corso di uno spettacolo all'Anfiteatro Mediterraneo di Bisceglie e giudicata omofobe. «Con grande stupore l'associazione Arcigay Bat ha appreso che nella serata di venerdì ha avuto luogo presso l'Anfiteatro Mediterraneo di Bisceglie il musical “Il mio canto libero (Scegli la vita!)”, nell'ambito dell'iniziativa “Musical ed evangelizzazione per le strade e le spiagge a Bisceglie dal 16 al 18 agosto” e promossa dalla Comunità “Arca dell'Alleanza” di Bisceglie. Ebbene, tale musical ha previsto al suo interno un monologo ispirato alle teorie riparative di guarigione di omosessualità, con quest'ultima descritta come una malattia derivante dalla carenza della figura paterna e guaribile con un adeguato percorso di sostegno e di preghiera».
«Siamo stupiti e costernati dal fatto che possa aver avuto luogo tale monologo, che potrebbe avere effetti deleteri su quei ragazzi omosessuali che non si accettano o peggio ancora sui fragili genitori che tendono a rifiutarli. E precisiamo che siamo completamente a favore della libertà di ogni espressione artistica: il problema è che nel corso dell'iniziativa religiosa non è stato in alcun modo chiarito che l'omosessualità non è una malattia, bensì nient'altro che un normalissimo orientamento dell'individuo. Per quanto riguarda le teorie riparative, è stato dimostrato da numerosissimi studi che i soggetti che vi si sottopongono tendono a cadere in depressione o peggio ancora a suicidarsi, proprio perché è impossibile guarire da ciò che non è una malattia. Ciò che ci rende sbalorditi è il patrocinio della Pastorale Giovanile e del Comune di Bisceglie. Non è nostra intenzione scagliarci contro alcuno, ma la scorsa settimana l'Arcidiocesi di Barletta – Trani – Bisceglie ci aveva rassicurato sulla vigilanza dei parroci, degli educatori e dei catechisti su eventuali episodi di discriminazione. La realtà dei fatti dimostra invece che i responsabili di tale spettacolo hanno permesso con molta tranquillità la messinscena del monologo in questione, quindi risulta molto difficile che all'interno della Pastorale Giovanile se ne ignorasse il contenuto».
Pronta la replica della Diocesi per mezzo dell’Azione Cattolica, con una nota a firma del Presidente Antonio Citro. «Esprimiamo la nostra solidarietà alla “Comunità Arca dell’Alleanza” di Bisceglie circa le accuse di omofobia rivoltele. Riprendiamo - aggiunge - anche le parole del Santo Padre Francesco “Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, ma chi sono io per giudicarla?”. Quanto detto afferma senza alcun dubbio, ciò che è avvenuto in quella serata: il racconto di una storia vera di un omosessuale che scopre Dio e in quel caso riscopre anche la sua eterosessualità. Riteniamo indispensabile confrontarci nel modo più vicino possibile alla realtà delle cose, chi è l’uomo, o meglio chi è la “Persona” oggi! Come si pone, ogni singola persona, di fronte a sé stesso, agli altri, al mondo che lo circonda, poiché il vero disagio attuale è la questione antropologica. In una ricerca affannosa, vecchia quanto il mondo, si è sempre cercata un’idea di uomo: Diogene per tutta la sua esistenza ripete “Cerco l’uomo”, poi Nietzsche dice che “l’uomo è l’animale non ancora definito”, noi cristiani di oggi diciamo che l’uomo ha una dignità innata che lo rende sacro e realizza pienamente la propria umanità solo nel rapporto di dono e di amore verso l’altro da sé e assimilato a sé dalla comune umanità».
«Siamo attenti - conclude - a non creare il “complesso dell’omofobia”, chiunque presenti e pronunci il termine omosessuale è accusato di essere “omofobo”, cioè nemico delle persone omosessuali; il buon senso non è un optional, non passa di moda, recuperiamolo e facciamolo nostro, con serenità e senza paura. Confidando in una Chiesa unita in Cristo, e nel dialogo proficuo che non impedisca la libera espressione davvero per tutti, fraternamente salutiamo».
