«Privarsi delle opere del proprio papà, non averle più in casa con te, privarsene per sempre anche se è tutto ciò che ti rimane di lui, ricordare la sua mano che li dipingeva, il suo sguardo quando mi chiedeva cosa ne pensassi di quel quadro e poi i sorrisi quando io per scherzare dicevo che era brutto, ricevere la visita di un Sindaco e di un Dirigente lungimiranti, decidere di mettere tutto nelle mani del Comune e piangere a singhiozzi per l'emozione. Cosa ne sanno tutte queste persone di come è nata la Pinacoteca Ivo Scaringi?»
Fra ricordi del recente passato e pensiero fisso su presente e futuro, Nicola Scaringi, figlio di Ivo, commenta così le recenti prese di posizione sulla situazione attuale di Palazzo Beltrani. La sede della pinacoteca che ospita l’intera produzione artistica di Scaringi, nonché numerose altre opere e donazioni a vario titolo alla città di Trani, oggi è gestita direttamente dal direttore artistico e da personale del Comune di Trani.
Questo ha determinato una contrazione degli orari di apertura al pubblico che, mentre la famiglia Scaringi giudica possa essere controproducente per una corretta fruizione del palazzo e per la divulgazione delle opere dell’artista, per il sindaco, Gigi Riserbato, non inficia in alcun modo il servizio (come attestato dal registro delle presenze e dei commenti), nell’attesa di una gara pluriennale per l’affidamento in gestione del palazzo stesso.
Nell’ultimo numero de «Il giornale di Trani», Anna Visconti Scaringi aveva formalmente espresso le doglianze della famiglia sui presunti problemi del palazzo. Il sindaco, Gigi Riserbato, ci ha trasmesso una nota che, di conseguenza, troverà asilo sullo stesso mezzo, e negli stessi modi e spazi, sabato 31 agosto, quando il giornale tornerà in edicola dopo la pausa estiva.
Nel frattempo, la riflessione di Nicola Scaringi, su facebook, alimenta il dibattito.
