«Quando, dopo molto impegno e sacrificio, fu finalmente ultimato il restauro del palazzo Beltrani pensammo a cosa dovesse ospitare. Volevamo Trani sempre più una città d'arte e immaginammo un palazzo "delle arti" che, in maniera stabile, ospitasse elementi del territorio ed in cui si avvicendassero mostre o eventi culturali non permanenti che aggiungessero fascino al fascino e attrattività ad attrattività».
Così il sindaco uscente di Trani, Pinuccio Tarantini, in merito alla situazione dello stabile che ospita la pinacoteca «Ivo Scaringi», e non solo, e della cui attuale e futura gestione si discute animatamente.
Tarantini non prende posizione, ma prova solo a richiamare i fatti secondo la sua esperienza amministrativa. «Sapevamo della collezione del maestro Ivo Scaringi e dell’amore quasi geloso con il quale la signora Anna lo custodiva in casa sua. Negli incontri che si rivelarono conclusivi, quando dissi che un’opera d'arte vive quando gli altri possono guardarla e che attraverso l'esposizione della sua arte nella sua città Ivo sarebbe rivissuto, vidi brillare gli occhi della signora Anna e fu in quel momento che nacque la "Pinacoteca Ivo Scaringi". Io sono fermo a quell’immagine e, nell'interesse della nostra Trani, vorrei sempre che gli occhi di tutti brillassero di gioia. Il patrimonio artistico della città va salvaguardato e ben gestito, lo dico senza alcuna polemica. I pochi investimenti che si possono fare dovrebbero, a mio avviso, essere fatti in quel settore e vorrei che la signora Anna possa tornare a passare, in un cantuccio come faceva, gran parte delle sue giornate fra le opere del suo, del nostro, Ivo Scaringi».
