Nei mesi scorsi ho chiesto pubblicamente all’amministrazione, ed in particolar modo all'assessore alla cultura, quali fossero le intenzioni e programmi per il nostro Palazzo delle arti. Ho cercato di stimolare l'amministrazione proponendo una gara aperta a tutte le associazioni, in maniera da utilizzare le professionalità locali, istituendo delle guide, utilizzando ad esempio l'associazione della Polizia di Stato per un minimo di sorveglianza. Insomma, aprire a tutte, dico a tutte le associazioni di Trani per elaborare un progetto comune per la gestione dello nostro meraviglioso palazzo.
Gestione che avrebbe, tra l'altro, fornito un servizio migliore, valorizzato le nostre professionalità e fatto risparmiare anche un po’ di soldini. A questa proposta, come al solito, c'è stato il vuoto più assoluto.
Caro sindaco, è evidente che fino ad oggi la gestione del palazzo è stata di tipo familiare. Non possiamo consentire al direttore di pensare che il palazzo sia di sua proprietà. Aprire un portone non significa fare vivere un Palazzo delle arti. E poi, senza tema di smentita, ho potuto constatare personalmente il "vuoto" di Palazzo Beltrani.
Quindi, finiamola con i proclami e le polemiche sterili e qualcuno dica cosa intende fare per fare tornare in vita Palazzo Beltrani.
Beppe Corrado (consigliere comunale Pdl)
