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Oggi il via a «Lech Lechà». Fino al 31 agosto Trani è di nuovo «capitale ebraica»

Lech Lechà 2013 verrà  inaugurato oggi, domenica 25 agosto, alle 10,30 presso la Sinagoga Scolanova: nell’ambito del modulo Reshit che prevede convegni su ebraismo, storia ebraica e Israele a cura di Rav Scialom Bahbout e Francesco Lotoro, si terrà il convegno “…Abramo andò a Sud ed arrivò sino a Hebron”, incentrato sul Mezzogiorno nel nuovo panorama dell'ebraismo italiano, convegno al quale interverranno autorità  ed esponenti dell'istituzione ebraica e della rabbanut italiana.

La parola ebreo non indica una nazionalità o cittadinanza né designa un seguace della religione ebraica. Ebreo è chi nasce da genitori o almeno da madre ebrea o chi si converte alla religione ebraica. Ci sono ebrei bianchi, etiopi di ceppo camitico detti felascia, neri indiani dell’Andra Pradesh, tunisini di Djerba, gialli di Kaifeng, mongolidi del Birobidjan ecc. La parola ebreo compare per la prima volta in Genesi 14:13, dove Abramo viene chiamato Avraham ha–ivrì (Abramo l’ebreo). Ci sono due spiegazioni: perché discendente di Ever (la terza generazione dopo Sem figlio di Noè) o perché, dopo aver lasciato la sua città, Ur–Kasdìm in Mesopotamia, andò al di là (me–ever) dell’Eufrate per stabilirsi in Canaan, futura Terra d’Israele. Ivrì significa colui che va al di là del fiume oppure, in quanto unico monoteista, colui che sta da una parte del mondo mentre il resto si trova dall’altra parte del fiume. Ogni popolo ha il suo fiume, come il Nilo per gli Egiziani o il Danubio per l’Europa orientale; per gli ebrei, attraversare l’Eufrate è un gesto che affida i destini di quella regione alla discendenza di Abramo padre di molte nazioni. Ma la storia ha fatto sì che gli ebrei attraversassero loro malgrado parecchi fiumi, non c’è epoca che non abbia visto gli ebrei cacciati dalla loro terra: dal re assiro Tiglat Pileser, dal re babilonese Nebucadnetsar, da Roma, dalla Spagna, dal Terzo Reich, dagli arabi. Quando Abramo lasciò Ur–Kasdìm per la terra di Canaan, percorse il nuovo paese e ovunque andasse costruiva un altare e proclamava il nome del Dio unico. È scritto (Genesi 12:9): “Abramo camminava e viaggiava verso sud”. Nel Meridione d’Italia, dopo la cacciata del 1541, è venuto a mancare l’ebreo come interlocutore nel dialogo tra fedi e culture; il ritorno e la diffusione dell’ebraismo, dei suoi valori e del suo messaggio etico verso il Mezzogiorno è uno degli obiettivi principali di LECH LECHÀ 2013.

Nel pomeriggio alle 17,00 presso la Sinagoga Scolanova partiranno gli appuntamenti del modulo Yeshivà

Poiché l'ebraismo è innanzitutto studio, colonna portante della Settimana di arte, cultura e letteratura ebraica Lech Lechà di quest'anno è il corso Yeshivà.Il luogo in cui si studia la Torà e la Mishnà è chiamato Beth haMidrash o Yeshivà e, nel periodo che precede le festività ebraiche la Yeshivà è aperta anche a coloro che dedicano poco tempo allo studio.In Babilonia, questi periodi venivano chiamati Yarchè Challà che significa mesi della sposa laddove la sposa è la Torà e lo sposo è il popolo di Israele che studia la Torà. Questi periodi di studio precedevano in particolare la festa di Pesach e le feste autunnali e di conseguenza gli argomenti di approfondimento erano inerenti alle feste che stavano per accadere.Trani è già stata sede storica di una grande scuola di studio biblico e talmudico nonché città che ha dato i natali al grande chacham (dottore della Legge) Isaiah miTrani. Dalle ore 17,00 di oggi, domenica 25 agosto sino a poco prima dell'entrata di Shabbath venerdì 30 agosto sarà pienamente operativa la Yeshivà di Trani, prima pietra di una Yeshivà definitiva aperta a tutti coloro che vorranno approfondire i temi legati alle feste autunnali: Rosh haShanà, Kippur e Succoth.Nella Yeshivà si terranno lezioni di analisi e approfondimento sul Libro di Jona (che viene letto nello Yom Kippur), sulle norme della Teshuvà di Mosè Maimonide detto il Rambam, sul Talmud Bavlì, sul pensiero ebraico del diritto al lavoro e sul pensiero di Rav Yosef Dov Soloveitchik (1820 – 1892) nonché studio approfondito della Tefillà, della Torà e dei Profeti, Talmud, Halachà (con particolare attenzione allo studio della kasherut), la posizione degli anusim o marrani nella Halachà, su alcuni trattati della Mishnà e altri argomenti di studio.Le lezioni saranno tenute da rabbini di riconosciuta fama quali Rav Scialom Bahbout (Rabbino capo di Napoli e Italia meridionale nonchè curatore della Yeshivà), Rav Riccardo Di Segni (Rabbino capo di Roma), Rav Giuseppe Laras (già rabbino capo di Milano, oggi Rabbino di Ancona), Rav Yishai Hochman (rav Machshir dell’eruv e della kasherut per la Orthodox Union), Rav Roberto della Rocca (Direttore del Dipartimento Educazione e Cultura dell’U.C.E.I.), Rav Pierpaolo Pinhas Punturello (inviato di Shavei Israel e del Rabbino capo di Napoli e Italia meridionale) e Maskil ing. Gadi Piperno (coordinatore per il Dipartimento educazione e cultura dell’U.C.E.I.).

Contemporaneamente alla Yeshivà partirà il primo Corso per la formazione di Mashghichim (sorveglianti per la kasherut).Il corso, reso possibile dalla collaborazione tra la Ortodox Union (O.U.) e il Rabbinato di Napoli, avrà la durata di n.16 (sedici) ore; alla fine del Corso i partecipanti sosterranno un esame e, in caso di esito positivo, ciò consentirà loro di collaborare al progetto di certificazione e controllo dei prodotti alimentari nel Meridione sotto il controllo della O.U. e del Rabbinato di Napoli.

Gli interessati dovranno presentare, nell’ambito del modulo Yeshivà, una specifica richiesta di partecipazione al Corso.

Durante LECH LECHÀ la Sinagoga Scolanova sarà aperta a tutti alle ore 00:30 (a partire da lunedì 26 agosto) per le selicòth che precedono le festività ebraiche dell’anno ebraico 5774, alle ore 8:00 per la Tefillà di Schachrìth, alle ore 17:00 per la Tefillà di Minchà e alle ore 22:00 per la Tefillà di Arvit.Per informazioni consultare il sito www.settimanalechlecha.it  o scrivere a traniebraica@fastwebnet.it

- Alle 18.00, per il modulo Reshit (v. sopra) che prevede convegni su ebraismo, storia ebraica e Israele a cura di Rav Scialom Bahbout e Francesco Lotoro,  si terrà Gli Ebrei nell’antica Apulia e Terra di Bari - viaggio per storie e immagini”, una conferenza di Mariapia Scaltrito (moderatore Fabrizio Lelli) sulla storia della Puglia ebraica.

- La sera di oggi, domenica alle 21,30 presso il cineteatro Impero di Trani si terrà un  concerto dell'Orchestra Musica Concentrationaria diretta da Paolo Candido con  cantanti e orchestra che eseguono le più belle musiche del varietà  prodotto nei Lager di Westerbork, Riga e Terezìn con i cantanti Libera Granatiero, Lucia Diaferio, Nico Sette e Angelo De Leonardis che eseguiranno le più belle canzoni scritte dai compositori ebrei Willy Rosen, Adolf Strauss, Otto Skutecky, Ljowa Berniker, Walter Lindenbaum e Karel Svenk.

A partire dal 1941 presso il Campo di transito di Westerbork si tenne una ricca attività  musicale, ogni martedì si tenevano Bunter Abend, concerti sinfonici, sessioni di jazz e cabaret. A Theresienstadt si fece teatro, cabaret, musica sinfonica e da camera, jazz, in altre parole ci fu una esplosione di creatività musicale capace di toccare vertici artistici irraggiungibili; essa può a ragione essere considerata, nel contesto dei tragici eventi della 2a Guerra Mondiale, l’ultimo baluardo della cultura mitteleuropea. La maggior parte dei musicisti fu trasferita ad Auschwitz nell’ottobre 1944. La città lettone di Riga fu sede di un campo di lavoro aperto dal Reich nel 1943, ivi furono deportati ebrei provenienti da Germania, Polonia, Lettonia e Lituania,  Ungheria. L’esercito sovietico liberò il Campo nell’ottobre 1944.


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