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Tribunale di Trani, si avvicina la «dead line» per Barletta, Canosa e Ruvo. La commissione lavora per nuovi locali

Chiudono Barletta, Canosa e Ruvo mentre si salvano, almeno per qualche anno, quelle Andria e Molfetta. Questo dovrebbe essere il destino delle sezioni staccate del Tribunale di Trani, per le quali, oggi, la Gazzetta del mezzogiorno ha anticipato il possibile destino in base alla «dead line» ministeriale del prossimo 12 settembre. E Trani deve rimboccarsi le maniche per ospitare tutto quello che c’è fuori, tenendo conto dei non pochi problemi esistenti.

Tra le sedi che chiudono, dunque, anche Barletta, «su cui pure le componenti dell’avvocatura ed alcuni interventi istituzionali – scrive Antonello Norscia - si erano mossi per scongiurare la chiusura della sede di Via Zanardelli. Dunque, si chiude e così sia. Salvo iniziative, più o meno praticabili, per “impugnare” l’emanando decreto della Cancellieri e gli interventi normativi che lo precedono. Chiudono anche le sezione di Canosa e Ruvo. Ma mentre il contenzioso pendente a Canosa trasmigrerà a Trani, quello di Ruvo passerà ad Andria, cioè in una sede distaccata, che come tale è destinata alla futura soppressione ma che paradossalmente implementerà il carico complessivo di processi. La sezione di Andria rimarrà operativa per il quinquennio massimo previsto dalla proroga già prevista a monte. Mentre la sede di Molfetta chiuderà i battenti tra due anni per smaltire il contenzioso ancora pendente alla fatidica data spartiacque del 12 settembre. Dal giorno dopo, invece, la sede di Trani tratterà qualsiasi nuovo procedimento, ovviamente sia civile che penale.

Alla luce dei cosiddetti termini a comparire, cioè della data di effettiva comparizione delle parti dinanzi ad un giudice rispetto alla notifica dell’atto di citazione (intervallo almeno di 90 giorni), il “sovraffollamento” delle udienze nell’unica sede di Trani andrà a regime, complici le festività natalizie, non prima di metà gennaio. Tempo che vale ossigeno per adeguare e riorganizzazione uomini, mezzi e soprattutto stabili. Rivelatisi un problema già per il solo contenzioso tranese».

E proprio stamattina a Palazzo Torres è tornata a riunirsi la commissione di manutenzione. Sul tavolo la migliore riorganizzazione possibile dell’esistente, l’attivazione dei locali disponibili di palazzo Carcano e, come da noi già da tempo anticipato, l’utilizzo del palazzo di via Montegrappa, di proprietà dell’Amet.


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