Sono iniziati nel pomeriggio e termineranno lunedì i lavori di messa in sicurezza dello stabile di via Cesare Lambertini che, fino al 1994, aveva ospitato l'ex Istituto professionale per il commercio e, prima ancora, la Compagnia dei carabinieri di Trani. Come è noto, nei giorni scorsi l'edificio era stato transennato dalla Polizia locale in seguito alla caduta di un pezzo di cornicione che, poi, raccolto da un cittadino, era stato consegnato agli agenti.
Il palazzo, insieme con l'ex Supercinema, con particolare riferimento al rivestimento in eternit di quell’immobile, è da tempo al centro delle attenzioni di un comitato dei residenti che hanno, recentemente, anche interessato del caso la Procura della Repubblica.
Tuttavia, mentre per la vecchia sala cinematografica il problema è legato proprio alla copertura in amianto della struttura, sottoposta come tutto l’immobile a vincolo da parte della Soprintendenza, per quanto riguarda l'edificio di via Lambertini i denuncianti adombrano il rischio di una sua presunta pericolosità, con riferimento ad alcune parti esterne che potrebbero distaccarsi verso la pubblica strada determinando pericoli per la pubblica incolumità.
Sulla base della contestazione sollevata dagli agenti della Polizia municipale, la proprietà è prontamente intervenuta chiamando sul luogo un’impresa edile che, tramite autogru, ha provveduto alla spicconatura di tutte le parti interessate da possibili rischi.
Nel lavoro si è cercato di non tralasciare nulla, tanto è vero che, sulla facciata principale dell'edificio, è stato smontato il balcone centrale e, nella giornata di lunedì, lo stesso destino toccherà a quelli laterali. Inoltre, sono stati rimossi anche i rivestimenti di ardesia sui cornicioni al primo piano, nonché fatti cadere vetri e calcinacci in quantità tale da rendere decisamente sicuro il passaggio dei pedoni non appena l'area di cantiere sarà chiusa e le transenne rimosse.
I rappresentanti del comitato presenti sul posto si sono dichiarati parzialmente soddisfatti del intervento realizzato e temono che sia soltanto un palliativo non in grado di risolvere la situazione in maniera definitiva. La proprietà replica di essere andata anche oltre il tipo di intervento che la circostanza avrebbe richiesto, come anche si non avere gradito non già la legittima richiesta d’intervento alla Polizia locale, quanto invece l’affissione delle locandine manoscritte in più parti della facciata esterna dell’edificio da parte di ignoti.
Peraltro, proprio alla luce di tale intervento, l’Ufficio tecnico potrebbe, a sua volta, accelerare i tempi di una risposta che, da anni la proprietà attende in merito ad un intervento di riqualificazione dell’edificio che, per il momento, non è partito proprio in assenza di qualsiasi riscontro da parte dell'ente pubblico e, segnatamente, della quarta ripartizione.
