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Rifiuti extra a Trani, la Regione assolve l'Amiu: «Legittima l'indennità a chi lavora in discarica». La pagheranno i comuni dei bacini esterni

Il riconoscimento economico speciale ai dipendenti della discarica di Trani non soltanto è giustificato, ma, a maggior ragione, legittimo. Lo fa capire il dirigente del Settore ecologia della Regione Puglia, Giovanni Campobasso, in una nota in cui risponde ad una richiesta di chiarimenti trasmessa dall'amministratore unico di Amiu Spa, Antonello Ruggiero.

Come è noto, lo scorso 18 giugno i sindacati di Amiu proclamarono lo sciopero per una serie di motivazioni, in testa alle quali vi era l’indennità riconosciuta ai dipendenti della discarica per il maggiore lavoro cui sono sottoposti da quando a Trani giungono i rifiuti dei bacini Bari 2 e Bari 4. Non soltanto alcune sigle sindacali contestarono tale provvedimento da parte dell'amministratore unico, ma anche il Collegio dei revisori dei conti ha sempre sostenuto la tesi che tale aumento dello stipendio non trovava né giustificazione, né, soprattutto, la coperture economica.

La Regione Puglia, invece sembra chiarire che quanto riconosciuto vada considerato come remunerazione per assolvere agli obblighi di un’ordinanza che, effettivamente, ha raddoppiato il volume dei rifiuti da smaltire, e di conseguenza il carico di lavoro di chi presta servizio in discarica. L’indennità, che inciderebbe nella misura di 20mila euro annui,  sarebbe, quindi, equiparabile ad una remunerazione accessoria per lavoro straordinario limitata al periodo di vigenza delle ordinanze.

In altre parole, sembra di capire che, almeno fino al 31 dicembre prossimo, giorno in cui terminerà la vigente ordinanza di conferimento dei rifiuti da bacini esterni a quello della nostra provincia, Amiu possa garantire ai dipendenti della discarica l'indennità straordinaria che era stata loro riconosciuta, ma, da altri, contestata. La novità, però, è che l’azienda, utilizzando la contabilità separata, così come indicato dalla Regione, potrà imputare quei 20mila euro ai comuni dei bacini Bari 2 e Bari 4, evitando di distrarli dal proprio bilancio. Con buona pace del Collegio sindacale e, forse, anche delle sigle che finora non hanno gradito.


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