Ritorna teso il clima sindacale all'interno di Amet Spa. La Rappresentanza sindacale unitaria e, nello specifico, le quattro sigle – Cgil, Cisl, Uil e Ugl -, attraverso le loro ramificazioni aziendali, hanno dichiarato lo stato di agitazione con un documento nel quale rappresentano le criticità al momento presenti in azienda.
In particolare, ecco le censure rappresentate dai sindacati: «Mancata approvazione delle relazioni sindacali, con gravi violazioni e pregiudizi di comportamento antisindacale abitualmente tenuto dal Cda di Amet, che continua ad ignorare le numerose richieste di informazioni; inesistenza di un piano industriale di rilancio e sviluppo, nonché per il mantenimento della concessione ministeriale per Amet Spa; assenza di consultazione dei capi ufficio per esaminare le varie problematiche di reparto; continua ed improvvida emissione di ripetuti ordini di servizio che continuano a cambiare l'assetto dell'organizzazione aziendale, senza alcun progetto di riorganizzazione, con nomina di consulenti esterni nonostante le competenze interne; mancato riconoscimento, da parte del Comune di Trani, del pagamento dei corrispettivi relativi ai servizi pubblici locali espletati da Amet a fronte dei contratti in essere; assenza di un progetto di produttività relativo all'anno 2013».
Riassumendo, a detta dei sindacati, «nell'immediato mancano soluzioni idonee, risposte congrue ed impegni certi da parte della direzione aziendale», carenze che impongono, come primo passo, la proclamazione dello stato di agitazione.
La protesta si concretizzerà con le seguenti forme: «Rigido rispetto delle mansioni di appartenenza, attraverso richiesta alla direzione aziendale di specificare, con formulazione dettagliata, le lavorazioni assegnate; richiesta rigida dell’applicazione della normativa sui igiene e sicurezza nei posti di lavoro; blocco dello straordinario; blocco delle trattative sindacali; conferenza stampa, o comunque appelli sugli organi di stampa; volantini ed altre iniziative di protesta».
La posizione finale delle quattro sigle aziendali di Amet è che «senza una vera trattativa ed un piano sindacale credibile - conclude il documento – un’eventuale negoziazione sindacale non può neanche iniziare. Nelle more della vertenza, le sigle si riterranno libere di intraprendere, ai sensi di legge, ogni azione a tutela dei dipendenti dell'azienda».
Il Cda di Amet è in carica da meno di cinque mesi, segnatamente dal 23 aprile scorso. Il presidente è Renato Nugnes, libero professionista, 44 anni, espressione della Puglia prima di tutto. L’amministratore delegato è l’avvocato Maurizio Di Pantaleo, 45 anni, indicato dal Pdl. Per completare l’organismo, tre dipendenti comunali: Maria Tritta, responsabile dell’Ufficio protocollo; Luigi Graziano, responsabile del Suap; Giuseppe Merra, responsabile del Settore verde pubblico.
Il nuovo Cda, che durerà in carica tre anni, ha approvato il bilancio accertando una perdita intorno ai 2 milioni e mezzo di euro.
