Questa domenica, 8 settembre, debutterà per la prima volta in Puglia, alle ore 18,45 presso il castello di Barletta, il ballerino tranese Davide Valrosso. Nato a Trani il 1985, Davide si diploma nel 2006 presso l'English National Ballet. In seguito si trasferisce in Spagna, dove lavora con la Compagnia “Ballet Madrid” diretta da Pascal Touzeau.
Dopo questa esperienza nell'ambito della danza classica, si specializza in quella contemporanea presso centri come la “London contemporary”, “Raffinerie Brusseles”, e in compagnie come “Nacho Duato” e “Rambert dance company”.
Ritornato in Italia, collabora con il «Balletto dell'Esperia», in cui lavora con coreografi di fama internazionale quali Eugenio Scigliano, Iacopo Godani, Raymond Sullivan.
Nel 2010 gli viene data la possibilità di diventare autore della serata dedicata alla giovane coreografia presso il teatro Astra, di Torino. Da quel momento, Davide si mette in gioco esplorando il mondo del teatro-danza e della danza performativa di ricerca, nonché iniziando importanti collaborazioni con artisti contemporanei come Pablo Broinstain, Tino Sigual, e coreografi come Ariella Vidac e Laura Corradi.
Attualmente lavora presso la compagnia “Virgilio Sieni” a Firenze, nella quale sarà, presto, impegnato in una tournée internazionale.
La sua ultima produzione “Attachement”, che egli stesso definisce «la prima per maturità e spessore artistico», debutterà, per la prima volta nella sua terra natia, nella Sala rossa del Castello svevo di Barletta, questa domenica, 8 settembre, alle 18.45.
«Questo mio debutto pugliese è stato reso possibile grazie alle persone che ho incontrato sul territorio – spiega Davide -, in particolare Rosellina Goffredo (insegnante e danzatrice, ndr), che mi ha messo a disposizione tutta la sua esperienza professionale, artistica ed umana, e la professoressa Michelina Piazzolla (docente della “Goffredo” a Barletta, ndr)».
Davide esprime, con il corpo protagonista, la propria esperienza di vita personale, per cui la sua danza risulta essere il risultato di una interazione continua tra danzatore e spettatore, in un gioco perpetuo di rimandi.
Il messaggio che questo giovane talento nostrano vuole dare in questa sua performance è che la riflessione ed il movimento non possono separarsi, e che la pace è una condizione che va cercata dentro di noi se si vuole vederla proiettata nel mondo che ci circonda.
