«Chiunque si avvale, per mendicare, di una persona minore o, comunque, non imputabile, ovvero permette che tale persona, ove sottoposta alla sua autorità o affidata alla sua custodia o vigilanza, mendichi, o che altri se ne avvalga per mendicare, è punito con la reclusione fino a tre anni». Così recita l’articolo 600 octies del Codice penale, mutuato dal sindaco, Gigi Riserbato, per chiedere che, questa mattina, la Polizia locale effettuasse mirata attività di prevenzione in tal senso.
Tre pattuglie, infatti, sono state impiegate per controllare gli ingressi di chiese, bar ed attività commerciali dove, frequentemente, si svolgono attività di questua in cui i protagonisti, dietro impulso dei genitori, sono proprio i minori: «E tale atteggiamento è inaccettabile – ha commentato il sindaco -, perché contravviene palesemente la legge e viola il limite della tolleranza che, pure, questa città ha sempre mostrato di avere».
I controlli si sono estesi anche a luoghi simbolo dell’aggregazione di cittadini senza fissa dimora, da piazza XX Settembre (dove però, proprio stamani, la concentrazione era minore), a piazza della Repubblica, dove invece la presenza era nutrita.
Al momento non si ha notizia di provvedimenti, ma, di certo, ci sono stati molti interventi e cortese, ma ferme richieste di allontanarsi dai luoghi della questua, soprattutto quando vi erano in ballo minori. Ed anche questa volta, semplicemente utilizzando le «armi» della presenza e del buon senso, i risultati si sono ottenuti. Segno che, volente o nolente, la divisa fa sempre il suo, positivo, effetto.
E meglio ancora dovrebbe andare quando, si spera a breve, s’insedierà il nuovo dirigente del Commissariato di pubblica sicurezza: ancora oggi, infatti, il mancato arrivo del successore di Aurelio Montaruli sembrerebbe non assicurare la copertura e speditezza di taluni interventi, come, per esempio, proprio il presidio delle piazze e luoghi sensibili come quelli in cui si radunano cittadini di etnie diverse.
