«Dal 15 settembre riprende totalmente l’attività processuale e, giacché ancora non si sono compiuti i trasferimenti, auspichiamo che il Ministero ci ripensi. Immaginiamo che i costi saranno notevoli, ed altri se ne aggiungeranno per gli adeguamenti degli immobili di destinazione alle esigenze degli uffici da trasferire». Così il presidente dell’Ordine degli avvocati, Francesco Logrieco, a margine dell’assemblea degli iscritti odierna.
L’argomento, manco a dirlo, è la soppressione degli uffici periferici del Tribunale di Trani, un progetto all’insegna della «spending review» che anche al Foro di Trani non va giù. E l’Ordine pensa ad un ricorso al Tar avverso il decreto ministeriale: «Lo depositeremo domattina – anticipa Logrieco -, e mi consta che lo faranno anche le amministrazioni comunali interessate dalle soppressioni delle sedi nelle loro città».
Ma le criticità, a detta del Consiglio dell’ordine, non risiederebbero solo nel decreto, ma anche nella presunta impreparazione di Trani a recepire l’esodo: «La città non è pronta – afferma Logrieco – e mi auguro che l’amministrazione comunale, ponendo da parte le polemiche del passato, si adoperi per la realizzazione di una cittadella giudiziaria. Nell’immediato, la priorità sarebbe il completamento di palazzo Carcano, mentre le altre ipotesi, per quanto ci riguarda, sono pressoché impraticabili. Il palazzo di vetro di via Montegrappa? Spero si sia tenuto conto dell’ubicazione di quell’immobile, che potrebbe determinare il blocco del traffico a Trani».
