Proprio nei giorni in cui comincia a compiersi a tutti gli effetti il trasferimento a Trani di tutte le sedi periferiche del Tribunale, paradossalmente, nel cuore del centro storico ed ai piedi dei palazzi in cui si amministra la giustizia «riunificata», continua senza soluzione di continuità l’esercizio del parcheggio abusivo.
Il luogo di massima espressione del fenomeno è l’area antistante palazzo Carcano, una delle sedi che adesso giungeranno in soccorso alle crescenti necessità di spazi. Proprio all’esterno di quell’immobile, nell’ex area di cantiere, ora liberata, prosegue il florilegio di parcheggiatori abusivi. Mattina o sera, non fa differenza: quell’area è «cosa loro», e tutto questo, sistematicamente sotto gli occhi dei confinanti ausiliari del traffico e della sosta di Amet (che operano sulle strisce blu di piazza Re Manfredi) e di tutti gli operatori della giustizia, nessuno escluso.
Il fenomeno, ovviamente, vale anche in orari estranei a quelli del Tribunale: domenica sera, a chi si rifiutava di pagare entrando in quell'area illegalmente custodita, la risposta era sempre la stessa: «Allora non c'è posto».
Si entra, dunque, soltanto se si paga il pizzo. Le forze dell’ordine hanno un doppio problema: nessuno denuncia e, inoltre, loro devono cogliere in flagrante i responsabili. È anche vero, però, che dovrebbero esserci telecamere utili a monitorare meglio il fenomeno, e su questo si vedrà.
È anche vero che, ormai da tempo, si sono predisposti gli atti perché anche quell’area diventi parcheggio a pagamento: evidentemente, però, qualcosa ancora non quadra o, magari, l'amministrazione comunale e l’Amet hanno altre priorità.
Nel frattempo, la questione resta il risolta: interventi della politica, promesse a vario titolo, atti di indirizzo e, soprattutto, le sollecitazioni della stampa, Gazzetta compresa, finora hanno sortito il classico pugno di mosche.
