Si è conclusa la cerimonia commemorativa del settantesimo anniversario del 18 settembre 1943. Quel giorno, per rappresaglia, dovevano essere fucilati da militari tedeschi cinquanta innocenti cittadini. L’eroica umanità di Giuseppe Pappolla (podestà), Mons. Francesco Petronelli (arcivescovo), Antonio Bassi (segretario politico), nonché il nobile gesto del comandante tedesco Friedrich Kurtz, che rinunciò ad impartire l’ordine, scongiurarono l’eccidio.
Per ricordare quel momento, oggi, presso la stele commemorativa in piazza della Repubblica, alla presenza di sindaco ed autorità religiose, militari e civili, una cerimonia istituzionale.
Hanno preso la parola il Vicario generale della Diocesi, Mons. Savino Giannotti, Francesco Pagano, dell’associazione «Obiettivo Trani», autore della ricerca storica che completò la ricostruzione dei fatti, ed il sindaco, Gigi Riserbato, che ha rievocato quel giorno e lo scenario completo dell’epoca, rapportandolo ai nostri tempi «perché stimoli sempre la ricerca della pace e del rispetto fra gli uomini». Erano presenti due dei tre superstiti, Giuseppe Scandamarro e Ugo Moscatelli.
Ad accompagnare l’evento, la formazione «Fluite passion», composta da giovani flautisti guidati dal professor Luigi Facchini, che hanno eseguito l’inno nazionale ed il «Va pensiero», da «Nabucco», di Giuseppe Verdi.
A seguire, alle 20.30 al teatro Impero, ricca serata a cura dell’associazione Auser. Nel programma, la proiezione di un documentario con immagini e testimonianze raccolte sui fatti del ’43, momenti musicali e l’esibizione di Stefano Scarpa. Sullo stesso argomento, nei giorni scorsi, sempre l’Auser aveva tenuto una pregevole mostra nel corso del programma dell’Estate tranese.
