Fu indagato nel 2004, quando rivestiva la carica di comandante della Polizia municipale e dirigente della sesta ripartizione, in un procedimento penale con le ipotesi di abuso d'ufficio e turbata libertà degli incanti. In realtà, la Corte d’appello di Bari, confermando la sentenza della Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, il 1mo marzo del 2007 lo aveva assolto «perché il fatto non sussiste».
Adesso, quindi, il Comune di Trani deve pagare, in favore del maggiore Mauro Leonardo De Pinto, difeso dall’avvocato Leonardo Iannone, la somma di 30mila euro a titolo di rimborso delle spese legali sostenute. Infatti, secondo quanto previsto dalla legge, ve ne sono i presupposti per la diretta connessione del procedimento penale con la funzione espletata dall’indagato (nella qualità di dipendente dell'amministrazione comunale all'epoca dei fatti contestati), assenza del conflitto d'interesse e formula piena della sentenza assolutoria.
Per questi motivi, il dirigente della seconda ripartizione, Vincenzo Lullo, ha disposto l’immediata liquidazione di un acconto di 15mila euro e, al saldo, entro il 30 giugno 2014, dei restanti 15mila.
