Si è tenuta la seconda ispezione ai collettori alluvionali di Trani, questa volta senza la partecipazione degli organi d'informazione, non convocati. Evidentemente, coloro con i quali eravamo scesi nelle condotte lo scorso 19 luglio avevano la certezza che la situazione che si sarebbe incontrata sarebbe stata perfettamente lineare e tutti problemi, trovati durante il primo sopralluogo, sarebbero stati risolti senza la necessità che occhi terzi documentassero. In realtà così è stato, ma solo parzialmente.
Infatti, all'esito di questo secondo controllo nei tunnel, quantunque si sia accertato che le riparazioni di Acquedotto pugliese sulle parti che presentavano criticità durante il primo sopralluogo siano state effettuate con successo, sono emersi altri problemi in differenti sezioni delle condutture.
In particolare, nuove trasudazioni e perdite di fogna nera, puntualmente sfocianti nel mare, sono state accertate in via Tasselgardo, in un tratto precedente a quello sul quale, sempre a luglio, si erano celermente compiuti dei lavori. Altre rotture si sono trovate in corso Vittorio Emanuele, lungo la seconda condotta, nei pressi di piazza della Repubblica. A questo punto è molto probabile che Acquedotto pugliese debba aprire nuovi cantieri per queste nuove riparazioni che si renderanno necessarie.
Ma non è tutto. Infatti, durante la nuova ispezione è emersa una situazione, abbastanza diffusa, di utilizzo delle condotte pluviali per lo scarico occasionale di acque reflue che, certamente, bianche non sono. Considerando l'orario, il sospetto è che si tratti di reflui versati da coloro che al primo mattino lavano portoni ed aree condominiali, ma non sarebbero da escludere anche altre cause. «A questo punto – dichiara la dottoressa Patrizia Albrizio, responsabile del Servizio igiene e salute pubblica di Trani dell’Asl Bt, affiancata nella discesa dal tecnico della prevenzione dello stesso Sisp, ingegner Antonio Farano - chiederemo al sindaco di emanare un’ordinanza per inibire l'utilizzo improprio delle condotte dell'acqua piovana al fine di conferirvi acque nere».
Al sopralluogo erano presenti tutti gli organi istituzionali della prima discesa (Ufficio locale marittimo, Polizia locale, Asl Bt, Amiu), ma non l’Ufficio tecnico (assente anche nell’occasione precedente). Se ci fosse stato anche un solo funzionario della quarta ripartizione comunale, però, avrebbe riscontrato personalmente che, dopo il nubifragio e conseguente piena dello scorso 28 agosto, che mise a dura prova la tenuta dei tunnel per la gran massa d’acqua che vi si immise da monte, la pavimentazione in alcuni punti di entrambi è risultata totalmente dissestata e si sono formate nuove e profonde buche che necessitano di un intervento di manutenzione straordinaria. Orbene, essendo stato assente in quest'occasione, l’Ufficio tecnico, con i suoi operai, dovrà fare un'ispezione tutta sua per l'accertamento dei punti in cui intervenire, quantunque già meticolosamente riportati e segnalati.
L’obiettivo, a questo punto, è procedere ad ispezioni periodiche che non siano dettate dall’emergenza e, magari, vedano in campo sempre gli stessi soggetti in tutte le occasioni, anziché cambiare di volta in volta i protagonisti delle discese: in questa, in particolare, assente la stampa, si è affacciata Legambiente.
(foto di repertorio)
