Gli episodi di insofferenza a vario titolo nei confronti degli agenti della Polizia locale, oltre che indignare da un lato e preoccupare dall’altro, cominciano a diventare fin troppo numerosi. La frequenza, ripetitività e, in certi casi, anche progressione di intensità delle aggressioni, fisiche o verbali che siano, nei confronti di chi porta una divisa, con particolare riferimento ai vigili urbani, non possono, ormai, passare inosservati. .
L’ultimo episodio, registratosi sabato sera in piazza Plebiscito nei pressi della villa comunale, sotto gli occhi increduli di decine e decine di persone, è forse la goccia che farà traboccare il vaso e determinerà una presa di coscienza da parte della politica innanzitutto, ma non solo, verso un obiettivo che dovrebbe essere comune: il mantenimento del senso civico ed il rispetto delle regole prima e del prossimo poi.
Come riferito ieri, due agenti della Polizia locale sono stati aggrediti da una coppia di coniugi, nei pressi della villa comunale, dopo che gli operatori avevano contestato una serie di infrazioni per il parcheggio in difetto della loro auto e, soprattutto, la mancata esposizione del contrassegno di assicurazione.
La reazione è stata, a dir poco, scomposta nelle parole e violenta nei fatti: l'uomo ha percosso i vigili e la donna ha tirato fuori le unghie nel senso letterale del termine. Per fermarli, è stato necessario l'intervento di un'altra pattuglia, al termine del quale i due agenti sono stati condotti al pronto soccorso, mentre i responsabili al Comando: identificati, dovranno rispondere, fra le altre ipotesi, di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. L’auto, per la cronaca, è stata rimossa e, oltre i verbali di contestazione, gli agenti si riservano di sporgere denuncia.
L’episodio, purtroppo, non è nuovo. Come dicevamo, soltanto nell'ultimo anno se ne sono registrati alcuni, particolarmente inquietanti, a cominciare dalla rissa fra commercianti e vigili urbani, accompagnata da fischi e petardi contro le forze dell'ordine, di domenica 1mo luglio 2012 al porto: da allora è aperto un fascicolo, della Procura della Repubblica, che vede alcuni ristoratori sottoposti a procedimento penale per oltraggio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Il 19 ottobre dello scorso anno, all'esterno della scuola media Giustina Rocca, la presunta aggressione fu verbale, ma riguardò da una parte un consigliere comunale e, dall'altra, un agente della Polizia locale che, successivamente, avrebbe avuto la mobilità per andare a lavorare a Cerignola.
Infine, lo scorso 7 luglio una donna tentò di investire due vigilesse che le avevano contestato il divieto di sosta: soltanto grazie alla prontezza di riflessi di una delle due operatrici il crimine non andò a buon fine e la malcapitata se la cavò solo con qualche contusione e tanto spavento.
E tutto questo è solo la punta dell’iceberg di un sentimento che vede troppo spesso (basta leggere alcune deliranti affermazioni sui sociale network) i vigili urbani oggetto di critiche e disprezzo a prescindere.
Pare evidente che ci sia qualcosa che non quadra, ma vi è anche un denominatore comune: gli agenti oggetto delle intemperanze dei cittadini sono tutti a tempo determinato, i cosiddetti “precari”, da anni alla ricerca di una stabilizzazione che tarda ad arrivare e che, intanto, patrocinano cause di lavoro per il riconoscimento dei diritti maturati.
I fatti dimostrano che sono sempre in prima linea per la difesa della legalità, ma, oltre ad essere i più esposti, sono anche i più indifesi. Così, nel nel momento in cui l’illegalità si ribella alle istituzioni, sono loro a soccombere e riportare la peggio in quello che appare un inaccettabile rovesciamento dei piani che fa di chi porta una divisa non un aiuto, ma un fastidio.
Sarebbe il momento, oltre la prevedibile ondata di solidarietà in favore degli ultimi due malcapitati, di voltare decisamente pagina operando, tutti, un profondo esame di coscienza
