L’estate ha ceduto il testimone, ma l’autunno è già rovente. L’offensiva del presunto raggiro porta a porta è già ripartita a suon di visite di giovani e distinti emissari di non meglio precisate aziende che forniscono servizi.
L’ultima frontiera è quella del gas metano, i cui consumi, presto, aumenteranno in misura inversamente proporzionale alle temperature. Ebbene, a Trani, dove da oltre vent’anni il gestore della rete è Italcogim, dopo la divisione fra distributore e fornitore quasi tutti gli utenti di Italcogim si sono ritrovati ad esserlo di Gdf Suez.
C’è chi, peraltro, ha subito scelto di aderire alle proposte di altre società in perfetta e legittima autonomia. Ma c’è anche chi, al momento, per soddisfacimento, comodità o altri motivi, non ha ritenuto di operare cambiamenti e ha mantenuto, dunque, il rapporto di clientela con la multinazionale francese.
Fra questa imponente massa di utenti, però, altre aziende concorrenti sembrerebbero certe del fatto che basti poco per trovarne più d’uno pronto a passare con loro. Tuttavia, giacché le pressioni dei call center e le campagne pubblicitarie non bastano, l’ultima frontiera del convincimento è rappresentata dalle visite a domicilio.
Nei giorni scorsi, almeno per quanto è stato segnalato al cronista, casi si sono verificati in via Cilea (zona stadio) e via Aldo Moro (pieno centro). Comune denominatore, giovani addetti, muniti di improbabili cartellini, determinati a proporre promozioni sull’uscio della porta di casa: «Signore, può mostrarci l’ultima fattura che ha ricevuto? Se ci mostra l’importo, noi le dimostriamo che potrà pagare meno perché abbiamo una promozione su misura per lei».
A quel punto, l'utente si trova di fronte a tre strade: non fidarsi a prescindere e chiudere la porta; conoscere già dove l’interlocutore vada a parare e smontarne il ragionamento; convincersi che sia tutto vero e cascare nel tranello.
Il comportamento, infatti, è propedeutico alla trascrizione del cosiddetto “codice di migrazione”. Si tratta di una sequenza alfanumerica che identifica, in maniera univoca, il punto di prelievo della fornitura e, in genere, si trova nel primo foglio della bolletta ed è necessario quando si vuole cambiare il fornitore.
Dunque, chi fa il porta a porta non sempre propone promozioni. È solo qualcuno che, al servizio di qualcun altro, segnatamente di qualche azienda, poco corretta dal punto di vista della concorrenza, punta in maniera non trasparente ad ottenere quel codice per acquisire clienti senza che questi lo sappiano.
La Procura della Repubblica di Trani si è sempre mostrata molto attenta alle truffe ai danni dei consumatori. Le recenti e corpose inchieste internazionali su agenzie di rating e «revolving card», per esempio, sono state sempre tese alla salvaguardia dei diritti, investimenti e risparmi dei cittadini. Ma, perché questo avvenga, c’è bisogno anche che qualcuno denunci.
L’informazione può sensibilizzare alla conoscenza del fenomeno, ma il passo successivo è il coraggio civico di non cadere nell’altra trappola: quella dell’omertà.
