La conferenza stampa sulla vittoria del Comune di Trani presso il Tar Puglia soddisfa da un lato ed inquieta dall’altro. Il Comune ed il suo legale, l’avvocato Lofoco, sono stati brillanti nel fare valere le proprie ragioni presso il tribunale amministrativo, ma il ragionamento giuridico, accompagnato dall’aspetto meramente tecnico del progetto Ekobat, lascia intravedere che, alla fine, Trani potrebbe comunque una discarica per rifiuti speciali.
Riserbato (sindaco). «Spiace che, per ottenere risultati significati in materia ambientale, si debba sempre passare attraverso provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Però questa sentenza ci soddisfa, ci conforta e conferma che la sinergia fra Comune e Provincia funziona».
Cefola (assessore provinciale all’ambiente). «La Provincia è stato l’asse centrale del diniego all’Ekobat. L’iter era sostanzialmente corretto, ma aveva un problema storico, tecnico e legale: prima di loro c’era già il progetto dell’Ecoerre, il cui iter non si è ancora concluso».
De Simone (assessore comunale all’ambiente). «Il nostro avvocato ha saputo interpretare perfettamente le preoccupazioni espresse dalla collettività tranese. A Trani non si possono concentrare tanti impianti, ed il nostro contributo lo stiamo dando, anche oltre ogni limite, con la disponibilità della discarica dell’Amiu. L’amministrazione comunale, da quando s’è insediata, ha operato con atti concreti e non con la demagogia. Altri, a cominciare dei Verdi, hanno solo esposto striscioni e sollevato inutili polemiche. L’appello è a difendere, tutti insieme, il territorio di Trani».
Lofoco (difensore Comune di Trani). «Il nostro percorso non è stato semplice, perché la vicenda investiva molti soggetti istituzionali. Peraltro, ci siamo preoccupati soprattutto della possibile proliferazione di discariche a Trani. Il principio di fondo è stato che vi era già un procedimento in itinere, quello dell’Ecoerre, cui non si poteva assumere alcuna iniziativa in sovrapposizione. Ecoerre è un procedimento non ancora concluso e, fino a quando non si concluda, non se ne possono aprire altri: infatti, Trani avrebbe rischiato di subire il peso di ben tre impianti, effettivamente troppo. Inoltre, da questa sentenza, emerge con forza il peso specifico di un Comune che ha saputo difendere il territorio per non farlo diventare un colabrodo. Sì ad iter corretti, no ad attacchi massicci ed incontrollati che trasformino Trani in una capitale dei rifiuti».
Sembra di capire, insomma, che l’Ekobat si fermerà ai box fino a quando non si conoscerà il destino dell’Ecoerre. Peraltro, qualora tramonti per sempre il progetto Ecoerre, Ekobat, a quel punto, si riaffaccerebbe. E, giacché la Provincia ha già fatto sapere che l’iter era sostanzialmente corretto, alla fine, comunque vada, sarà discarica?
