Una richiesta di 60mila euro per spettanze arretrate non pagate. Ma, forse, è soltanto l'inizio di una battaglia legale che vedrà altri procedimenti pronti a svilupparsi, soprattutto dopo il recente caso della “visita” di due dipendenti provinciali presso il suo ufficio e successivi sviluppi.
Il protagonista del caso è il dipendente comunale Giuseppe Lorusso, già responsabile del Centro elaborazione dati dell’ente, che chiede l'accertamento del diritto alla corresponsione di differenze retributive, maturate tra il 2003 ed il 2013. La somma richiesta è di 60mila euro, per mansioni superiori svolte in quel decennio fra indennità di reperibilità di lavoro straordinario, ordinario ed elettorale, nonché buoni pasto non liquidati.
Il dirigente della seconda ripartizione, Pasquale Mazzone, ritenendo sostanzialmente infondata la domanda del ricorrente, ha determinato la resistenza in giudizio del Comune di Trani, affidando l'incarico di difenderlo all'avvocato Fabio Pozzi, del Foro di Bari, per una somma di 4000 euro. Lorusso, invece, è rappresentato dagli avvocati Antonio Marzano e Giovanni Di Cagno.
