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Accorpamenti del Tribunale di Trani, la Cgil conferma e rafforza le critiche: «Siamo nel caos totale»

Come era facile prevedere, la giustizia, a causa della riorganizzazione, è nel caos più totale. A dieci giorni dagli accorpamenti si continua a lavorare al trasferimento di uffici e fascicoli dalle sedi distaccate di Barletta, Canosa di Puglia e Ruvo di Puglia, ormai soppresse, a quella centrale oppure alle due rimaste aperte, Andria e Molfetta, che grazie alla deroga funzioneranno rispettivamente altri cinque e due anni per smaltire le cause pendenti.

“I nuovi immobili assegnati al Tribunale di Trani non sono ancora pronti – spiega Massimo Marcone, segretario Funzione pubblica Cgil Bat –. Si assiste quotidianamente a balletti di scrivanie e spostamenti di arredi. Nell’immobile di via Montegrappa (sono sei ora i palazzi dove si amministra la giustizia a Trani) manca ancora la corrente elettrica ed il cablaggio della rete, pertanto, i lavoratori sono costretti ad operare in luoghi in cui non vengono rispettate le più elementari norme sulla sicurezza. Il Palazzo Carcano presenta molte problematiche di carattere tecnico e logistico e, come si poteva immaginare, il Comune di Trani non brilla per la sua efficienza”.

Parla di un “risparmio solo apparente” Marcone spiegando che “si stanno spendendo diverse migliaia di euro per ristrutturare spazi ed effettuare traslochi ed a Trani, inoltre, si continua a tenere in fitto lo stabile che ospita la Sezione Lavoro e l’Ufficio del Giudice di Pace mentre sono stati chiusi gli stabili delle sezioni distaccate di proprietà pubblica che non avrebbero avuto oneri per lo Stato. La chiusura delle sedi ha provocato, inoltre, una serie infinita di rinvii di udienze e, quindi, ancora maggiori costi per lo Stato. Aumentano le spese anche per i cittadini visto che le nuove notifiche degli atti giudiziari, con l’accentramento del servizio a Trani, costano molto più di prima. Inoltre c’è il rischio delle prescrizioni per i procedimenti penali pendenti e le aule dove effettuare le udienze sono insufficienti, tanto è che alcune udienze si terranno nelle stanze dei magistrati”.

“Noi della Funzione pubblica – conclude il segretario – abbiamo evidenziato per tempo le criticità davanti cui ci saremmo trovati con la chiusura di enormi sezioni distaccate come Barletta, Canosa di Puglia e Ruvo di Puglia, così come abbiamo più volte fatto notare come l’edilizia giudiziaria tranese non poteva sopportare il carico di lavoro derivante da un bacino di utenza di oltre 500 mila abitanti. Purtroppo, la Ministra si è mostrata sorda al più comune buon senso. Ora si assiste ad una confusione annunciata ed evitabile. I cittadini sono quelli che stanno pagando e pagheranno in termini di ritardi e costi tutto il peso della chiusura degli uffici giudiziari che riguarderà, se non interverranno correttivi, anche i nove uffici del Giudice di Pace del circondario di Trani entro il 29 aprile 2014”.


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