Lavori commissionati d’urgenza con e senza impegno spesa. Poco male, nel secondo caso saranno sicuramente trattati come debiti fuori bilancio. Ma chi sceglie le imprese e con quali criteri? Ad ogni piè sospinto leggiamo di lavori d’urgenza affidati a ditte individuate con “indagini di mercato”.
Ma come mai si crea l’urgenza? Perché i lavori non vengono programmati per tempo? Come vengono individuate le ditte invitate all’indagine di mercato? Viene seguito un criterio di rotazione? C’è un elenco di “ditte di fiducia”, selezionate a seguito di procedimento di evidenza pubblica, con verifica dei requisiti, ed inserite in un apposito albo approvato dalla Giunta Comunale?
È una situazione di totale indeterminatezza in cui qualcuno potrebbe pensare che l’urgenza si crei volutamente e i lavori vengano frazionati per permettere procedure che dovrebbero essere l’eccezione e non la regola!
Qualcuno potrebbe anche pensare che il frazionamento degli importi dei lavori aventi medesima finalità (ad esempio le manutenzioni degli immobili) sia un sistema per eludere la necessità per legge di appaltare i lavori con gara pubblica. Ma quel qualcuno sappia che stiamo vivendo il nuovo corso della legalità.
E se qualcuno insistesse e ponesse l’attenzione sull’occupazione di suolo pubblico e sulla concessione di spazi pubblici avvenute senza gara pubblica? E se qualcuno evidenziasse che l’attuale Consiglio Comunale non ha deliberato un nuovo Piano del Commercio su Aree Pubbliche che consenta tali occupazioni o concessioni?
Cosa accadrebbe se più soggetti privati dovessero avanzare medesime richieste ovvero dovessero proporre gli stessi siti ormai occupati senza gara? Quel qualcuno non insista: questo è il nuovo corso della legalità e non si discute!
È solo un po’ tortuoso e si deve far attenzione a non sbandare.
Nicholas Modugno (Commissario provinciale Realtà Italia)
