Cosa spinge una persona, avanti con gli anni, a scendere di casa all'alba per attendere oltre due ore in strada il proprio turno nel giorno in cui si pagano le pensioni? Difficile comprenderlo se non si va a chiederne il motivo a ciascuno di loro: «Mi devo “spicciare” presto», risponde il primo. «Devo fare un sacco di “servizi”», aggiunge un altro. «Mi servono», taglia corto l’ultimo.
Anche per i concittadini della terza età, dunque, il giorno del pagamento delle pensioni sembra lo specchio dei tempi: si attende il primo del mese soprattutto perché si sono accumulati debiti da pagare al più presto. E non fa niente che a quei debiti si possa fare fronte anche più tardi, nel corso della stessa giornata: nell'immaginario collettivo dei meno giovani il prendere posto prima di tutti, a qualsiasi ora, è la priorità. Il resto non conta.
E così, anche questa mattina, code già a partire dalle 6 sia preso le filiali di corso Manzoni e largo Patrarca, sia presso l’ufficio postale centrale di via Bovio. Dove, come al solito, è poi spuntato il “tipo” che dispensa “numeretti” in cambio di 50 centesimi, così che, anche fuori, non serva formare una fila ordinata e si sappia «che io sto dopo di voi e prima di voi».
