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Assetto idrogeologico, Laurora (Upf): «L'aggiornamento del piano del Comune di Trani è da revocare»

Con propria deliberazione n.146 del 27/6/2013, affissa all’albo pretorio dal 3/7/2013 al 18/7/2013, la Giunta Comunale ha disposto di “condividere la modifica ed aggiornamento del PAI – assetto idraulico – per la località Capirro predisposta dall’Autorità di Bacino della Regione Puglia con le perimetrazioni di pericolosità idraulica approvata dal Comitato Tecnico dell’Autorità di Bacino della Puglia nella seduta del 26/3/2013”.

Tale deliberazione risulta regolarmente munita dell’istruttoria e del parere di regolarità tecnica del Dirigente della IV ripartizione oltre al visto dell’Assessore all’Urbanistica.

Si tratta di un provvedimento che determina notevoli conseguenze perché è propedeutico all’apposizione di apposito vincolo di inedificabilità dei suoli ricompresi nella perimetrazione da parte dell’Autorità di Bacino.

Sembrerebbe che si stia ponendo in essere legittima e sacrosanta attività amministrativa finalizzata a preservare il territorio comunale.

Ma i cittadini lo sanno? Hanno partecipato al procedimento?

Ma andiamo per ordine.

Andando a verificare le carte si scopre che l’Autorità di Bacino richiede questo adempimento al comune inviando la nota prot. n.0004587 del 3/4/2013, acquisita al protocollo generale del comune in data 8/4/2013 al n.15614.

In tale richiesta l’Autorità di Bacino segnala che si è espressa, a seguito di formale richiesta da parte di una cooperativa, per una singola area.

Evidentemente tale studio deve essere stato esteso a tutto il territorio comunale da parte di questa cooperativa e dalla Autorità di Bacino!

Non si spiegherebbe altrimenti la richiesta dell’Autorità di Bacino e la conseguente deliberazione della giunta comunale che, peraltro, affida addirittura “ al dirigente della IV ripartizione di predisporre, anche con l’ausilio di tecnici esterni, uno studio per l’individuazione degli interventi infrastrutturali da porre in essere per giungere alla mitigazione del rischio idraulico”.

Insomma, roba grossa non legata ad una piccola area!

Ma allora, se lo studio è stato commissionato da una cooperativa, e quindi con tecnici privati, esterni all’amministrazione comunale e non legati da specifico incarico pubblico, come ha fatto la giunta a recepirlo senza che risulti che sia stato controllato dal dirigente dell’ufficio tecnico?

Il rilievo dello stato dei luoghi è stato ritenuto veritiero? Se è stato verificato da dove risulta?

Il bello è che l’Autorità di Bacino nella citata lettera conferisce all’amministrazione comunale la possibilità “di formulare motivate osservazioni tecniche” in caso di mancata adesione allo studio, che si ritiene, evidentemente, non il vangelo!

Ancora più bello è il contenuto degli articoli 3 e 4 del R.D.L. 3267 del 1923 che, nel disciplinare l’apposizione di vincoli idrogeologici, dispongono che la perimetrazione delle aree da vincolarsi venga, a cura del Sindaco, affissa per 90 giorni all’albo pretorio e depositata alla segreteria comunale ed in tale periodo i cittadini possono presentare reclamo.

Insomma, una legge varata da un regime monarchico, agli albori del fascismo, è democratica e consente la partecipazione dei cittadini più dell’operato di un’amministrazione comunale nel 2013, in piena seconda repubblica!

In definitiva:

- Lo studio effettuato è di un privato non correlato ad incarico pubblico

- L’Autorità di Bacino lo ha adottato estendendolo a tutto il territorio comunale

- L’Autorità di Bacino ha chiesto al comune di recepirlo ovvero di fornire osservazioni

- Il comune lo ha recepito tal quale omettendo di verificarlo con i propri tecnici

- Il comune ha omesso la pubblicazione e quindi non ha consentito la partecipazione di chiunque volesse esprimersi, anche con propri studi e valutazioni tecniche

E’ evidente che tali comportamenti omissivi possono configurare abusi e possono determinare enormi danni a cittadini che nulla sanno di quanto sta accadendo, così come può consentire a coloro che sanno di alienare a sprovveduti i suoli che saranno vincolati.

Per quanto evidenziato, e per i profili di illegalità ipotizzati, si chiede all’amministrazione comunale di revocare immediatamente in autotutela la delibera di giunta comunale n.146 del 27/6/2013, per palese contrasto con l’interesse pubblico alla partecipazione al procedimento e per contrasto con le norme che disciplinano l’apposizione di vincoli idrogeologici.

Si richiede altresì all’Autorità di Bacino di sospendere ogni decisione in attesa delle determinazioni dell’amministrazione comunale.

Tommaso Laurora - Consigliere Comunale Upf


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