I problemi non sono nuovi e, alcuni, attendono davvero da tempo soluzioni concrete. Tutto questo mentre, in città si sono moltiplicati i casi non soltanto di proliferazione di cani e gatti, ma anche di maltrattamenti ed avvelenamenti.
Tuttavia, la buona notizia è che s’è tenuta la prima conferenza dei servizi sul randagismo da quando si è insediata la nuova amministrazione comunale. Ed è stata l'occasione per riunire, finalmente, tutti gli attori, o quasi, di questo scenario. Il tavolo tecnico s’è formato con la presenza dell’assessore all’ambiente, Giuseppe De Simone, del dirigente dell’Ufficio tecnico, Claudio Laricchia, dell’agente incaricato per la Polizia locale, Antonella Marolla, e dei rappresentanti delle cooperative ed associazioni animaliste: Leidaa; Lega nazionale per la difesa del cane; Impronte; Il collarino rosso.
Peraltro, è risultata assente l’Asl Bt, una mancanza che ha reso parziali, ma non vani, i risultati del tavolo tecnico, quantunque la maggior parte degli argomenti necessitassero, appunto, un confronto con l’azienda sanitaria.
Laricchia, dal canto suo, ha informato i presenti circa l’imminente emanazione dei bandi di gara per l’affidamento in gestione pluriennale sia del canile sanitario, sia di quello di mantenimento. Al momento, tali servizi sono affidati in proroga, rispettivamente, alla cooperativa Impronte ed alla sezione di Trani della Lega nazionale per la difesa del cane.
Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, secondo quanto ha riferito l’assessore De Simone, anche la volontà di candidare a finanziamenti comunitari progetti di ampliamento ed implementazioni dei due canili.
La Polizia locale, dal canto suo, non da oggi ha sempre risposto in maniera puntuale ed esaustiva alle segnalazioni e richieste d’intervento dell’utenza. La partecipazione del suo rappresentante al tavolo tecnico è stata la naturale conseguenza di una costante presenza a fianco delle associazioni e di tutti i cittadini che hanno segnalato alla sala operativa emergenze che, anche grazie alle risposte degli agenti, si sono quasi sempre felicemente risolte.
Le associazioni, a loro volta, hanno rappresentato la necessità di procedere con diffuse e capillari campagne di sterilizzazione, a cominciare dai cani cosiddetti «padronali», per finire con i veri e propri randagi, onde evitarne la proliferazione. «Ed ancora oggi – commenta Raffaella Merra, presidente della Leidaa -, le responsabilità ed i costi degli interventi in difesa dei randagi sono a carico delle associazioni. Ci fa piacere che il dirigente abbia in animo le gare d’appalto ed i progetti di riqualificazione dei canili, ma qui servono regole certe e, a nostro avviso, il sindaco dovrebbe emanare ordinanze che inducano l’Asl ad assumersi le proprie responsabilità».
