A poco più di ventiquattro ore dal consiglio comunale, che dovrà approvare il bilancio di previsione annuale e pluriennale del Comune, il Collegio dei revisori dei conti non ha ancora rilasciato alcun parere sul provvedimento. Infatti, sembrerebbe che l’Ufficio ragioneria non abbai ancora fornito alcuni documenti utili al completamento del parere che, in ogni caso, quand’anche fosse favorevole, dovrebbe contenere una serie di prescrizioni.
Nell’assenza di questo pronunciamento, che la legge sugli enti locali prevede serva da orientamento per il voto dei consiglieri comunali, i componenti l’assemblea elettiva provano ad istruirsi come possono. Fra i più ferrati, anche perché già assessore al ramo durante gli anni del governo Avantario, il capogruppo del Partito democratico, Mimmo De Laurentis. «La perdurante assenza del parere dei revisori dei conti è per noi è un grosso problema – ammette -, però è un dato di fatto che la spesa sia salita da 35 milioni nel 2011, a 42 nel 2012, ad i previsti 45 nel 2013. Le entrate invece sono state compensate solo con l'avanzo di amministrazione. Ma quello che preoccupa – aggiunge il consigliere del Pd - è che la pressione fiscale pro capite è passata da 305 a 549 euro annui. Ogni cittadino, dunque, paga mediamente 250 euro in più di tasse e, pertanto, moltiplicato questo numero per i componenti di un nucleo, mediamente quattro, ogni famiglia di Trani quest’anno avrà pagato 1000 euro di tasse in più. Mi chiedo se, a fronte di questo maggiore esborso, corrispondano adeguati servizi».
