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Bilancio, Franzese (Pdl) risponde a De Laurentis (Pd): «L'aumento delle tasse non è colpa del Comune di Trani»

Dopo aver letto quanto esposto dall’amico Consigliere Domenico De Laurentis, membro attento e competente della  Commissione “Bilancio e Finanze”, di cui  mi pregio di essere il Presidente, mi sembra doveroso commentare quanto da lui affermato in relazione all’aumento pro capite della tassazione locale. Dalla lettura del comunicato  del collega consigliere, appare che lo stesso voglia attribuire all’Amministrazione la responsabilità dell’incremento della pressione fiscale locale. Faccio presente, che l’aumento, da verificare nell’entità dei numeri esposti nel suddetto comunicato, non dipende da una scelta dell’Amministrazione, ma ha le sue origini certamente dal minor gettito messo a disposizione da parte del Governo centrale agli Enti Locali.   

Prova ne sia il balzello dell’Imposta Municipale Unica (IMU) che avrebbe dovuto rappresentare la principale fonte per le entrate Comunali, ma che, con la sospensione del pagamento dell’imposta sulla prima casa, ha sostanzialmente prodotto un notevole ridimensionamento del predetto gettito.

Con la TARES, poi, tassa che ha sostituito la vecchia TARSU (Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani),  che colpisce chiunque (privati ed aziende),  possieda o detenga locali suscettibili di produrre rifiuti, introdotta con il decreto Salva-Italia, si evidenziano due nuovi parametri che ne aggravano il peso sulle tasche dei contribuenti. In primis la Tares deve coprire il 100% del costo dei servizi sostenuti dai comuni, che con la vecchia normativa (TARSU) si fermava in media a poco meno dell’80%. A questo si deve aggiungere  che la Tares deve, inoltre, finanziare anche i cosiddetti “servizi indivisibili” forniti dall’Ente Locale (l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade, la polizia locale, le aree verdi). Per finanziare anche i predetti servizi si stima che il cittadino – contribuente deve sopportare l’ulteriore aumento di 30-40 centesimi al metro quadro. In sostanza lo Stato abbandona il finanziamento degli Enti Locali e lo affida ai “cittadini contribuenti” che finanziano tutte le attività dei Comuni non a “domanda individuale” che, invece, continuano ad essere finanziati dalle relative tariffe.

Oltre all’incremento di 30-40 centesimi per il finanziamento dei servizi indivisibili che pesa su tutti in maniera indiscriminata, si aggiunge il cambiamento legato alla redistribuzione del carico in base alla tipologia di nucleo familiare. Tale circostanza, “alla luce dei criteri di redistribuzione”,  provoca un significativo aggravio della pressione fiscale all’aumentare del numero dei componenti del nucleo familiare; paradossalmente, quindi, le famiglie composte da più componenti, subiranno un incremento medio di quasi il 30 per cento.

Tanto premesso e precisato mi appare fuorviante il messaggio contenuto nell’intervento del consigliere De Laurentis, in quanto se è pur vero che si evidenzia un incremento della pressione fiscale, anche locale, tale incremento non può certamente essere attribuito ad una scelta dell’Amministrazione di questo Comune, ma è figlia di una generale situazione di crisi che conduce al taglio dei trasferimenti agli enti Locali.

Dott. Antonio   Franzese - Consigliere Comunale


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