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Bilancio di Trani, il Pd presenta emendamenti, ma è scettico: «Aumenta la spesa, diminuiscono i servizi»

Il Consiglio Comunale del 10 ottobre è stato chiamato ad approvare il bilancio di previsione del 2013. E’ certo singolare che il più importante documento di programmazione del 2013, venga discusso ad ottobre dello stesso anno, ossia quando la maggior parte delle scelte sono state compiute.

Ed è ancora più discutibile che venga portato all’attenzione dei consiglieri senza aver allegato la Relazione dei Revisori dei Conti come è ormai costume di questa Amministrazione.

Anche il documento in sé tuttavia rappresenta in modo compiuto lo stile di un’Amministrazione abituata a gestire i conti pubblici in modo confuso e poco rigoroso.

Dal 2011 al 2013 le spese correnti sono aumentate di quasi 11 milioni di euro (da circa 35 milioni a 46 milioni).

Per far fronte a tali spese, naturalmente, la pressione tributaria è aumentata nel corso di questi due anni da 21 milioni a 29 milioni: tutti ricordiamo il pesante aumento dell’Imu dell’anno passato e le difficoltà in cui ha gettato le imprese di questa città (che hanno pagato l’aliquota massima) e le famiglie meno abbienti.

L’anno scorso la maggioranza aveva giustificato l’aumento delle spese con la necessità di far fronte ad impegni assunti dalla precedente Amministrazione in modo forse troppo disinvolto, ma quest’anno ci piacerebbe sapere perché anziché diminuire, le spese sono addirittura aumentate.

Nessuno, ad oggi, è in grado di spiegare questo abnorme andamento delle spese che non è giustificato da alcun intervento amministrativo.

A fronte di questa impennata di spese è ancora più difficile comprendere come mai, invece, l’Amministrazione preveda di tagliare la cultura.

Il Comune dovrebbe vigilare maggiormente sull’andamento della spesa e procedere gradualmente alla riduzione delle imposte aggiuntive con cui ha inutilmente appesantito i bilanci di imprese e famiglie.

Dal canto nostro, in attesa di spiegazioni e in mancanza della Relazione dei Revisori, non potevano che formulare qualche emendamento volto proprio a favorire le imprese, le famiglie e la cultura.

1. Scaglioni progressivi sull’addizionale IRPEF.

Il Comune incassa annualmente un’addizionale comunale all’Irpef pari al 6per mille. Questa addizionale, tuttavia, è la medesima per qualsiasi reddito e non rispetta i criteri di progressività cui è ispirato il nostro ordinamento fiscale né i più elementari principi di solidarietà ed equità nei confronti dei percettori di redditi bassi. Abbiamo proposto perciò di prevedere una diversa percentuale di addizionale per ogni scaglione di reddito in modo che chi percepisce redditi bassi paghi di meno e chi invece abbia la disponibilità di redditi più alti paghi percentualmente di più. Al primo scaglione di imposta quindi corrisponde una percentuale dello 0,04% che aumenta di un punto percentuale nei successivi scaglioni sino allo 0.08 % dell'ultimo, il più alto. Abbiamo proposto inoltre che l'esenzione per l'addizionale vada a beneficio di quanti dichiarino un reddito inferiore ad € 10.000,00 l'anno (ora la soglia è € 7.500,00).

2. Revisione dell’aliquota IMU sugli immobili destinati ad attività di impresa.

L’anno scorso il Comune ha adottato l’aliquota massima per gli immobili destinati all’attività di impresa, salvo ritoccare in extremis solo quella degli immobili destinati ad attività artigiane.

Si trattava di una misura ingiusta e inopportuna: ingiusta perché gli immobili assoggettati ad imposta non sono certo beni voluttuari o produttivi di rendita, ma stabilmente destinati alla produzione e al commercio (opifici, capannoni, negozi…); inopportuna perché, in questo momento di crisi, le imprese meriterebbero una fiscalità di vantaggio e non certo un inasprimento della pressione tributaria.

Attualmente l'Amministrazione propone l’estensione della riduzione anche agli immobili destinati ad attività commerciali.

Abbiamo proposto di chiudere il cerchio stabilendo che anche gli immobili destinati alla produzione industriale (capannoni, uffici...) godano della stessa aliquota, proponendo per tutti una prima riduzione dell'aliquota, dallo 0,96 allo 0,90.

Si tratta di una prima misura dettata soprattutto da esigenze di equità, ma siamo convinti che occorra una più corposa riduzione per le imposte a carico di chi esercita un'attività economica.

3. Integrazione affitti.

L’anno scorso avevamo rilevato che se il Comune avesse speso appena € 120.000,00 per le famiglie in affitto, avrebbe ricevuto dalla Regione in premio ulteriori somme da destinare allo stesso scopo.

L’Amministrazione, si noti, ha perso quei finanziamenti consapevolmente perché l’anno scorso la maggioranza consiliare ha espressamente bocciato la nostra proposta di stanziare quei € 120.000,00.

L’aiuto alle famiglie meno abbienti non è evidentemente una priorità per questa Amministrazione.

Lo è per noi e ci auguriamo - visto l'aumento delle spese previste - che per quest'anno l'Amministrazione voglia stanziare almeno questa somma modesta a vantaggio delle famiglie in difficoltà.

4. Revoca dei tagli alla cultura.

L’Amministrazione ha ingiustificatamente tagliato fondi destinati alle attività culturali, pur avendo aumentato in modo abnorme la spesa.

Non stupisce che un centrodestra che è stato capace di ridurre al minimo l’investimento in formazione, ricerca e beni culturali nel nostro Paese, riproduca queste pratiche a livello locale.

E’ nostro preciso compito però ribadire che la cultura – tutta la cultura – può essere, sia sul piano nazionale che nei territori – il vero volano dello sviluppo di questo Paese.

Abbiamo proposto pertanto di revocare i tagli stanziando € 60.000,00 per acquisti e prestazioni di servizi in favore delle istituzioni culturali della nostra città.

Tutti gli emendamenti, naturalmente, prevedono una copertura, consistente in un ridimensionamento di alcuni capitoli di spesa che inspiegabilmente hanno subito un notevole incremento rispetto all'ultimo esercizio di riferimento.

Partito Democratico di Trani

Il Segretario

Maurizio Di Palma

Il Capogruppo Consiliare

Mimmo De Laurentis

Il Consigliere comunale

Carlo Avantario

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