All’indomani dell’incidente di sabato sera, quando un ragazzo 17enne s’è ferito in villa comunale, rimanendo infilzato da un aculeo del cancello in ferro di via Statuti marittimi, ci si chiede, fra le altre cose, perché quel cancello sia chiuso.
Quell’ingresso secondario della villa comunale è prevalentemente chiuso per mancanza di sorveglianza. Fu aperto per un po’, la scorsa estate, solo quando amministrazione comunale e Ranger d’Italia raggiunsero un accordo per il presidio di piazza della Repubblica, di quel varco e di altri luoghi ritenuti di pubblico interesse. Poi, non potendosi sottoscrivere un’apposita convenzione, il progetto s’arrestò.
Resta il fatto che troppi ragazzi, spesso e volentieri, si avventurano in incauti ingressi nella villa comunale passando proprio dai cancelli chiusi o persino calcolando il rischio di ostacoli da aggirarsi.
Lo scorso 9 ottobre, uscendo prima da scuola, un gruppo di studenti aveva provato ad entrare in villa dall’ingresso secondario del lungomare Chiarelli, camminando lungo il muro di cinta che, nella parte conclusiva, finisce praticamente nel vuoto al di sopra della spiaggia di ciottoli sottostante. Uno dei ragazzi del gruppo, però, aveva perso l'equilibrio ed era finito giù: anche lui, per fortuna, se la cavò con poco, ma, ormai, l’asticella del rischio si è alzata decisamente oltre ogni debita misura.
