Anche un altro consigliere provinciale tranese, Beppe Corrado, fa sapere di avere chiesto chiarimenti sui due provvedimenti e constata che, mentre per alcuni progetti, quali per esempio Ecoerre ed Ekobat, la città giustamente ha saputo e si è opposta in ogni moda, questi sono andati avanti passando quasi sotto silenzio. Sarebbe interessante, fra le altre cose, capire cosa ha fatto e cosa farà il Comune di Trani sul punto».
La risposta del sindaco, Gigi Riserbato, non si è fatta attendere: «È bene rimarcare il fatto che le autorizzazioni siano venute dal dirigente della Provincia. Il ruolo del Comune in questi due provvedimenti, quantunque coinvolto nelle rispettive conferenze dei servizi, è stato marginale. Il nostro funzionario ha rilasciato un parere, nel solco di altri pareri, su richieste che, fino a prova contraria, rispettavano tutte le prescrizioni di legge e, quindi, l’ambiente».
Nel provvedimento, in particolare, si legge che il parere favorevole del Comune di Trani riguarda la compatibilità dei progetti con la classificazione acustica del territorio urbano, giacché gli impianti rientrano in una zona identificata come «industriale».
Sembra di capire, quindi, che le competenze comunali, in questo caso, non andassero oltre quelle riguardanti i rumori prodotti. Forse un po’ poco, tenendo conto della complessità dei progetti. E forse, anche per questo, Laurora e Corrado vogliono vederci chiaro e, soprattutto, saperne di più.
