«Ritorniamo ancora una volta, sperando che finalmente qualcuno si dia una mossa, svolgendo concretamente il proprio ruolo, a parlare delle mega-antenne per la telefonia cellulare che "invadono" la nostra città. Il Comune di Trani si è dotato fin dal 30.3.2004 del c.d. "Regolamento per l'insediamento urbanistico e territoriale degli impianti per la telefonia mobile per telecomunicazioni radiotelevisive e minimizzazione dell'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici". Con la delibera n. 37 del 25.5.2005 il Comune di Trani approvava inoltre il c.d. "Piano di installazione Comunale per le dislocazioni delle stazioni Radiobase".
In pratica con questi due strumenti regolamentari il Comune di Trani avrebbe dovuto disciplinare il fenomeno della proliferazione selvaggia delle antenne in città ed in periferia. Ed in effetti successivamente sono stati stipulate le convenzioni con i gestori delle antenne per l'installazione di antenne in giro per la città il cui simbolo è quella installata nel campetto gestito dalla Parrocchia di S. Giuseppe in via Falcone.
Tuttavia il Regolamento approvato prevedeva una serie di incombenze a carico dei gestori che periodicamente il Comune avrebbe dovuto verificare quali la mappatura annuale delle aree interessate dalla installazione delle antenne, l'aggiornamento del Piano di installazione, l'istituzione del Forum consultivo con ASL ed ARPA, la redazione del catasto delle antenne etc?
Di particolare rilievo però è il monitoraggio delle emissioni ovvero il livello di inquinamento elettromagnetico proveniente dagli impianti a proposito delle quali abbiamo segnalato da tempo la possibilità di sottoscrivere apposite convenzioni per ricever dall'ARPA le idonee centraline di controllo. Infine appare importante anche il dato economico. Molte volte abbiamo segnalato le inadempienze dei gestori nel pagamento dei canoni annuali per l'occupazione del suolo pubblico che ultimamente sembrano essere state sanate e lo stato di abbandono dell'area di via Falcone che invece avrebbe dovuto essere bonificata dalla società titolare dell'antenna ivi allocata.
Ad oggi non abbiamo riscontri concreti di nulla e ci rimangono le solite dichiarazioni fumose dell'assessore all'ambiente secondo le quali, ad oggi, la nostra città avrebbe dovuto avere almeno dieci campi di calcetto in più! Ma di campi di calcetto nemmeno l'ombra mentre di chiacchiere a vuoto la nostra città è piena. Ed allora: cosa di quanto sopra previsto è stato fatto dall'amministrazione per tutelare la salute dei Tranesi e le Casse Comunali? I contratti con le multinazionali per l'affitto dei siti comunali sono stati ricontrattati per avere più soldi nelle casse comunali?
L'assessore all'ambiente del Comune di Trani esiste veramente o a Trani è semplicemente il frutto della nostra fantasia considerato che in quasi due anni di amministrazione nulla è stato fatto in materia di raccolta differenziata di rifiuti, di monitoraggio ambientale, di accessi al mare, di tutela della costa e del mare, di mobilità sostenibile, di creazione di aree verdi, di piantumazione di nuovi alberi, di urbanistica sostenibile, di recupero ambientale delle periferie (aree verdi nel contratto di quartiere)?
Delle nuove discariche per rifiuti speciali nel nostro territorio cosa ne pensa? Del procedimento della discarica Ecoerre attualmente in essere che cosa è successo? Piuttosto che offendere gli altri con parole fuori luogo, minacciare denunce a destra a manca ed a limitarsi a diffidare i dirigenti si dia una mossa che certifichi la sua esistenza sulla poltrona».
Michele di Gregorio
Francesco Laurora
Verdi Trani
