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Di Marzio: «I ritardi sulla Trani-Andria? Colpa dell'Amet»

«La colpa principale dei ritardi sull’allargamento della Trani-Andria è dell’Amet». È clamorosa la dichiarazione dell'assessore provinciale ai lavori pubblici, Giuseppe Di Marzio, il quale, essendo anche vice sindaco di Trani, pone sotto accusa l'azienda ex municipalizzata della quale lo stesso Comune di Trani è proprietario ed azionista unico: «Se non si è firmato il contratto con l’impresa esecutrice è perché l’Amet ha preso sotto gamba questa storia».

Nel merito, quale sarebbe il problema? «Si tratta - spiega Di Marzio - della tuttora mancata effettuazione dei lavori per lo spostamento dei sottoservizi della cabina primaria che si trova, appunto, sulla strada provinciale da allargare. Le responsabilità – ha affermato l'assessore ai lavori pubblici della Barletta-Andria-Trani, ospite ieri del classico programma domenicale di Radio Bombo - sono del precedente consiglio di amministrazione di Amet, che non si è mai attivato in questo senso. Quello attuale è in carica da pochi mesi e, peraltro, ha dato atto che servono 800mila euro per realizzare quei lavori, soldi che adesso l'azienda non ha».

Amet, infatti, nei mesi scorsi ha approvato un bilancio consuntivo che ha fatto registrare un passivo importante, due milioni e mezzo di euro, a causa di crediti dichiarati non più esigibili. «Inoltre – aggiunge Di Marzio -, vi è una situazione debitoria nei confronti del garante dell’energia di circa tre milioni».

Come cucire, allora da questa situazione di stallo? «Lo faremo con l'imminente riconciliazione, in consiglio comunale, dei rispettivi crediti e debiti che intercorrono da anni tra Comune ed Amet. Con tale provvedimento, il Comune dovrebbe riconoscere all’Amet circa tre milioni di euro e, solo così, l'azienda avrebbe la liquidità per effettuare i lavori. Se questo, però, ancora non accadesse, davvero l’Amet si assumerebbe la più grave responsabilità sui ritardi della Trani-Andria».

Quanto al resto dell’iter, «è stato tutto fatto – assicura Di Marzio -, soprattutto con riferimento alle espropriazioni: abbiamo liquidato oltre cinque milioni e mezzo, degli otto previsti, per l’acquisizione dei terreni e, su questo versante, è tutto a posto. Se l’Amet fosse pronta, lo saremmo anche noi e firmeremmo immediatamente il contratto con la ditta Matarrese ed i lavori potrebbero, finalmente, partire».

Ma a questo punto, a quando la firma del contratto con l’impresa esecutrice? «Con l’Amet stiamo serrando le fila e, pertanto azzardo una data – risponde Di Marzio -: entro la fine del 2013».


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