L’omicidio Bagli ha fatto salire a sette gli episodi in cui si è sparato negli ultimi cinque mesi, quattro soltanto nell'ultima settimana. Al momento è ancora prematuro accertare se fra alcuni di questi vi siano legami, ma paiono inquietanti sia il «modus operandi», sia la ripetitività dei luoghi, sia la feroce determinazione dei malviventi, che sembrano avere il grilletto facile e pochissimi scrupoli.
E adesso, purtroppo, Trani ripiomba in un allarme criminalità dal quale bisognerà uscire con uno sforzo comune che non si può demandare alle sole, e peraltro encomiabili forze dell’ordine. Il controllo del territorio, infatti, nasce da un concorso di competenze e da una maggiore serenità sociale, al raggiungimento della quale neanche la politica può sottrarsi. Di certo, da oggi, Trani si riscopre più vulnerabile e quindi, meno sicura.
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