Torna sulla terraferma l'àncora di una galea veneziana risalente al 1400, scoperta casualmente a 6 miglia dalla costa (ed a 14 metri di profondità) nello specchio d'acqua antistante Trani dal sub tranese Umberto Papagno con la società Oceanus Orca. Questo tipo di àncora è storicamente conosciuto sotto il nome di "àncora della salvezza" in quanto con i suoi 5 metri di lunghezza, una volta calata in mare, era impossibile da recuperare: veniva utilizzata soltanto in caso di grave pericolo per l'imbarcazione.
Dopo la scoperta risalente a qualche anno fa, la Procura dispose il sequestro del tratto per evitare che altri si avvicinassero al reperto e ne deturpassero l'aspetto o operassero atti di vandalismo. Ora il reperto sarà trattato in una piscina di desalinizzazione (progettata da Marco Capurso e realizzata da Scarpa Piscine) in un processo che durerà circa 3 mesi. Soltanto successivamente sarà restaurata ad opera della Domus Dei.
Nell'operazione ha avuto un ruolo di massima importanza la Procura della Repubblica nella persona del dott. Capristo e stamane erano presenti anche il Comandante dell'ufficio locale marittimo Sarpi, il Capitano della Polizia locale Miccoli e l'assessore Giacomo Ceci. L'àncora, durante la prossima primavera, sarà posizionata in piazza Quercia accanto al monumento agli Statuti Marittimi.
