Il recente «Forum della salute», tenutosi per tre giorni in città fra palazzo San Giorgio e piazza Quercia, è servito, fra le altre cose, per confermare e rafforzare i tratti distintivi della cosiddetta «rifunzionalizzazione» in atto presso l'ospedale «San Nicola Pellegrino». Il processo è già cominciato da alcuni mesi e sarebbe riduttivo limitarli ai soli lavori di riqualificazione della storica sede del Pronto soccorso. Quello, che, anzi, procede spedito e dovrebbe, prima di tutto il resto, vedere la luce è il «Centro polifunzionale territoriale», e sarà il primo della nuova provincia.
Aprirà i battenti all'inizio del 2014 e permetterà di attivare nella struttura ospedaliera un centro di assistenza per 12 ore al giorno, dalle 8 alle 20, grazie alla collaborazione di dieci medici di base che presteranno servizio proprio al San Nicola Pellegrino. «La rifunzionalizzazione dell’ospedale, infatti – spiega il direttore generale, Giovanni Gorgoni -, prevede un percorso di riconversione della struttura in un ospedale territoriale: il modello, già sperimentato con successo in altre realtà, consente percorsi di cura integrata e la struttura sarà in grado di offrire un modello di assistenza rispondente alle esigenze del territorio, attraverso la realizzazione del Centro polifunzionale territoriale, il potenziamento dell'assistenza territoriale e l'attivazione di nuovi servizi».
Il piano prevede che restino attive l'unità operativa di Medicina, con gli attuali 24 posti letto, Lungodegenza (12), Gastroenterologia (15), Radiologia e Pronto soccorso, dove procedono i lavori di riqualificazione strutturale. A questo si aggiungeranno 6 posti letto di Dialisi (per un totale di 12), 10 di Riabilitazione e, inoltre, i day hospital di Chirurgia (4 posti letto), Urologia (2), Ortopedia (4), Ginecologia (2).
Sempre a Trani sarà realizzato un «core lab» aziendale, vale a dire un laboratorio analisi, unico per tutto il territorio aziendale, in grado di rispondere alle esigenze di diagnostica di secondo livello, associato a punti-laboratori di primo livello in ogni ospedale dell'Asl per le esigenze di diagnosi dei ricoverati.
«Il modello proposto per trani e discusso insieme con il sindaco di cittadini - ha detto l'assessore regionale alla Salute Elena Gentile, a margine del forum - è un esempio di grande innovazione sanitaria al cui interno possiamo recuperare tutti gli input di riflessione che provengono dalla società civile. Stiamo giocando una partita seria ed importante, la tenuta del sistema sanitario nazionale è in pericolo e noi abbiamo il dovere di occuparci non solo delle piccole questioni ma anche e soprattutto del rispetto dei grandi temi legati al diritto alla salute. Il modello di sanità proposto per Trani potrà essere apprezzato nel tempo: tutti insieme dobbiamo provare a coniugare cultura ospedaliera e territoriale per rispondere nel migliore dei modi alle esigenze di assistenza che vengono dal territorio».
L'assistenza territoriale già potenziata dal trasferimento degli ambulatori specialistici di Ortopedia, Urologia, Cardiologia, Chirurgia, Dermatologia, Endocrinologia, Neurologia, Oculistica e Otorinolaringoiatria, potrà avvalersi anche di un servizio territoriale di educazione nutrizionale e dei disturbi alimentari in grado di integrare in un unico centro tutti i servizi nutrizionali attivi nella Asl per rispondere alle esigenze legate ai disturbi dell'alimentazione, obesità infantile, anoressia, bulimia, allergie e intolleranze alimentari.
