«Non sono discariche, m neanche caramelle». Così il consigliere provinciale eletto nell’Udc, Carlo Laurora, a margine della petizione che il movimento “Realtà Italia” ha avviato ieri, in piazza della Repubblica, per chiedere ai cittadini di firmare contro l’ampliamento dell’impianto “Sider”, già esistente, e la realizzazione di quello “Bat ambiente”, al memento solo progettato.
Entrambi, come già da noi riferito, hanno goduto della recente autorizzazione del dirigente al ramo della Provincia di Barletta-Andria-Trani, Vito Bruno, all’esito di iter che hanno visto i proponenti fornire numerose integrazioni alla conferenza dei servizi che aveva visto più di un organo, a cominciare dall’Arpa, rilasciare pareri non favorevoli e/o richieste di chiarimenti.
«Ho letto nel merito i progetti – spiega Laurora - e, per quanto non si chiamino tecnicamente discariche, i progetti industriali sono chiari: accoglieranno rifiuti, pericolosi e non, nonché materiali non esausti. Quindi, dobbiamo porci il problema sul se, ed in quale misura, questi insediamenti possano creare problemi all’ambiente ed alla popolazione. Il senso della raccolta firme, pertanto, mi pare sia condivisibile. Plaudo, inoltre, al fatto che anche altri soggetti politici stiano condividendo tale impostazione richiedendo a loro volta chiarimenti su una materia quanto meno delicata».
Laurora, peraltro, e non da oggi, si dichiara preoccupato dal presunto silenzio sulla vicenda da parte dell’amministrazione comunale. Peraltro, sempre a Radio Bombo, il sindaco, Gigi Riserbato, ha risposto chiarendo che «il ruolo del Comune di Trani, in tale procedimento, è stato marginale in quanto limitato al parere di conformità sulla compatibilità con il piano di zonizzazione acustica». Di tale risposta Laurora non si dichiara soddisfatto: «Il Comune ha partecipato ad entrambe le conferenze dei servizi e credo avrebbe potuto esprimere dubbi e richieste di chiarimenti anche su altre questioni. Mi sarei aspettato che Trani, come bene ha fatto sulla discarica Ekobat, mettesse in campo tutte le energie possibili per contrastare, giustamente, un progetto delicato in tema ambientale. Invece, su questi due insediamenti produttivi, mi sembra sia stato eccessivamente spettatore: dal sindaco Riserbato e dalla sua amministrazione mi aspetterei un ruolo maggiormente improntato al controllo».
Per la cronaca, l’autorizzazione rilasciata in favore della «Bat ambiente», società di Trani, è per un «impianto di trattamento per rifiuti speciali non pericolosi e messa in riserva di rifiuti speciali pericolosi», che prenderà forma in via Fontanelle. Il quantitativo trattabile massimo giornaliero sarà di 8 tonnellate, quello massimo annuo di 2400. La capacità di stoccaggio istantanea massima sarà di 90 tonnellate per i rifiuti non pericolosi e 12 per i rifiuti pericolosi.
Sempre in contrada Fontanelle esiste e sarà adeguata l’attività della «Sider Tra», anch’essa di Trani, di cui il dirigente ha accolto la «domanda di autorizzazione alle emissioni in atmosfera». L’impianto è una piattaforma di recupero e riuso di materiale ferroso, dell’estensione di 4300 metri quadrati, in esercizio dal 2000.
