«Confermo che giovedì prossimo il comitato si riunirà. Parleremo di Trani, ma escludo che vi sia un “caso Trani”». Così il Prefetto di Barletta-Andria-Trani, Carlo Sessa, a margine della cerimonia che ieri, in villa comunale lo ha visto partecipare a fianco del sindaco, Gigi Riserbato, in occasione degli eventi del 4 novembre, Giorno dell’unità nazionale e Festa delle forze armate.
Il rappresentante del governo nella nuova provincia, dunque, conferma l’anticipazione che il primo cittadino aveva reso nei giorni scorsi, a Radio Bombo, parlando di un’imminente riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, invocata dallo stesso Riserbato all’indomani dell’omicidio di Otello Bagli e dell’escalation di fatti di cronaca in città. «Sarà un incontro tecnico – spiega Sessa - alla presenza, anche, della Procura della Repubblica e dei rappresentanti delle forze dell’ordine. Esamineremo gli episodi per capire se vi sia un nesso fra loro, ma, soprattutto, ci soffermeremo sull’ultimo, vale a dire l’omicidio di Otello Bagli».
Il Prefetto, per il momento, mantiene una linea molto prudente: «Trani, notoriamente, è una città tranquilla, ma questo non deve esimerci dal guardare con la massima attenzione a quello che accade, come del resto non solo il sindaco, ma anche il Questore di Bari hanno giustamente rappresentato. Cercheremo di analizzare e comprendere le cause dell’omicidio, di fare chiarezza sul resto e restituire a Trani la piena tranquillità».
Alla luce della personale esperienza, peraltro, il Prefetto non vuole sentire parlare di un presunto “caso Trani”: «Siamo in presenza di episodi singoli – analizza Sessa -. In alcuni casi potrei già sbilanciarmi in tal senso, perché ci sono molti indizi che ce lo fanno capire. Non possiamo parlare di un “caso Trani”, né di una situazione di criminalità organizzata».
Vi è un aspetto, però, che spaventa non poco i cittadini. Infatti, la frequenza con cui si è fatto ricorso alle armi, anche sparando numerosi colpi in una vasta zona prima di ferire mortalmente Bagli con gli ultimi due, farebbero supporre che si sia in presenza di killer dal grilletto facile e dall’esperienza tutta da verificare. Il timore della gente è che, se si sparasse di nuovo, si potrebbe colpire anche, per sbaglio, chi non c’entri nulla: «Questo è vero – conferma Sessa -, ma è anche per questo motivo che escludo vi sia un “caso Trani”. Molto probabilmente non è gente esperta e questo, se da un lato può rassicurarci, dall’altro deve indurci a ritenere che diventi difficile prevenire tali fenomeni e che le loro conseguenze possano essere deprecabili. Su questo, però, dobbiamo anche chiedere la collaborazione della cittadinanza e degli stessi organi d’informazione: «Guardiamo sempre le cose oggettivamente, evitando di mettere paura e rendendo informazioni alle forze dell’ordine, se se ne hanno».
Parole che hanno confortato il sindaco, Gigi Riserbato: «Piena fiducia nell’operato delle forze dell’ordine, convinzione che le stesse faranno luce su questi episodi, sicuramente allarmanti ma che non devono portare ad una paura diffusa. Ci sono tutti gli elementi per cui Trani continuerà a sentirsi una città sicura».
