«Okkupare», per dirla con i grafomani, è discutibile. Imbrattare è, semplicemente, perseguibile. Ci si augura di individuare i responsabili delle scritte su muri e porta d’ingresso del nuovo centro di aggregazione giovanile «You and me», che ha sede in via Nigrò e che a, giorni, si sarebbe dovuto ufficialmente inaugurare. Probabilmente, anche e soprattutto a causa di questi episodi di teppismo, l'appuntamento con il taglio del nastro sarà ha rinviato fino a quando non si sarà ripulita ogni cosa.
Quello assalito dai grafomani un tempo era un asilo per l’infanzia, mentre adesso s’è convertito a centro d’aggregazione per minori a rischio. Pur cambiando le epoche, fra corsi e ricorsi storici l’ex conservatorio “San Lorenzo” si prepara a riappropriarsi della sua naturale vocazione, calibrata sui nuovi tempi e relative utenze.
Infatti, la giunta comunale prima ed il dirigente competente poi avevano approvato, lo scorso mese di maggio, l'atto di indirizzo per la concessione in comodato d'uso gratuito di quell’unità immobiliare, di proprietà comunale, sita tra via pedaggio Santa Chiara e via Nigrò, per la realizzazione del centro di aggregazione giovanile “You and me” per giovani a rischio di devianza, a cura dell’istituto “Don Calabria”, capofila del raggruppamento temporaneo d'impresa.
Alla base della provvedimento, nel febbraio 2010, la convenzione quadro tra il Dipartimento della gioventù della Presidenza del consiglio dei ministri ed il Comune di Trani per l’attuazione del progetto «Giovani, legalità, cittadinanza e partecipazione». Successivamente, nel maggio 2012, il Dipartimento per le libertà civili ed immigrazione del Ministero dell'interno approvava il progetto del Comune di Trani per l'appalto dei lavori di ristrutturazione e recupero funzionale dell'immobile. Il mese successivo, lo stesso dicastero stipulava la convenzione con un raggruppamento temporaneo d'impresa capeggiato dall’istituto “Don Calabria - Casa San Benedetto”, con sede legale a Verona.
Peraltro, lo scorso mese di marzo, sempre una nota ministeriale raccomandava di chiudere la pratica e cedere l’immobile inderogabilmente entro il 30 aprile.
La spesa impegnata è stata di 200mila euro, finanziata per il 50 per cento con il Fondo europeo di sviluppo regionale e per l'altra metà con risorse Cipe. Di questa somma, 117mila euro sono servite per la ristrutturazione dell'immobile, eseguita dall'impresa Gecom, di Pasquale Magliocco, di Trani.
Lo schema di convenzione ha fissato la durata della concessione in comodato d'uso gratuito per due anni. Le spese ordinarie saranno a cura del consorzio, quelle straordinarie a carico del Comune di Trani.
Fra le spese straordinarie, sicuramente impreviste, quelle per rimuovere le scritte, e non solo. Infatti, l’ingresso è stato anche forzato e danneggiato, tanto di indurre l’associazione a chiamare i Carabinieri per i rilievi del caso. Resta davvero inspiegabile il motivo per cui si sia scelto di agire, quasi scientificamente, sulla facciata di questa porzione di edificio e, segnatamente, contro una struttura che poi, in realtà, non è nota alla cittadinanza ma solo ad addetti ai lavori e fruitori.
Manca totalmente un'indicazione e quindi, al momento, a meno che non si sia trattato di un atto vandalico davvero casuale, sembrerebbe di comprendere che qualcuno, tramite questo gesto, abbia voluto manifestato insofferenza verso la struttura che si prepara a nascere.
