In merito all'articolo pubblicato ieri sul "Piano emergenza famiglie" giungono alcune precisazioni da parte del Presidente della Cooperativa "Promozione sociale e solidarietà" di Trani, Marco Pentassuglia. «Ci teniamo a sottolineare che nessun cittadino potrà richiedere direttamente al Centro Jobel l'inserimento perchè "sfrattato" o "senza dimora temporanea" in quanto il coordinamento del servizio è ad appannaggio del Servizio Sociale del Comune di Trani il quale valuterà, previa decodifica dei bisogni, chi ha effettivamente necessità di una risposta abitativa, e comunque è esclusa possibilità di accoglienza a persone con problemi di tossicodipendenza, alcolismo, disturbi psichiatrici gravi, non autosufficienti. Per cui intanto i cittadini dovranno sempre e comunque rivolgersi al Comune di Trani».
«Il servizio di Prima Accoglienza, che poi sarà coordinato dalla Coop. Soc. Promozione Sociale e Solidarietà (in RTS con Prometeo, Xiao Yan e Terre Solidali), prevede altresì la possibilità di sistemazione in bed&breakfast anziché il contrario come asserito nell'articolo di ieri. Il Centro Jobel metterà a disposizione un solo posto letto per un massimo (e non "di almeno") di dieci notti a persona (motivo per cui in caso di famiglie sfrattate, non sarà possibile dare risposta all'intero nucleo familiare) e con la sigla di un patto di impegno sociale che chiederà alla persona ospitata di "ripagare" l'ospitalità con il proprio servizio volontario».
