«Questa è, lo ripeto ancora una volta, una gran risorsa per la città, ma anche un impegno dal punto di vista economico e patrimoniale». Così il sindaco, Gigi Riserbato, a riconsiderando la nuova geografia degli Uffici giudiziari a Trani, al’esito degli accorpamenti già realizzati ed in vista di quelli futuri.
«Tutti gli immobili che oggi sono occupati dal Tribunale – precisa il primo cittadino - sono di proprietà comunale, tranne due (palazzo Nigretti, in via Cavour, ed il capannone degli archivi in via Papa Giovanni XXIII, ndr) per i quali paghiamo importi che ci vengono rimborsati al 30 per cento. Preliminarmente, però, per le nuove sedi, abbiamo sempre ragionato sugli immobili pubblici, a cominciare da quello dell’Amet, che ha anche un altro grande vantaggio: essere centralissimo».
Peraltro, per quanto riguarda le sedi sulle quali si pagano fitti a privati, «li stiamo rinegoziando e ci sono già delle buone intese in tal senso – fa sapere il sindaco -. Poi ci sono anche altre manifestazioni d'interesse che, eventualmente, potremmo prendere in considerazione».
Tra gli immobili comunali in cui si amministra la giustizia, però, resta critica la situazione di Palazzo Gadaleta, che versa in condizioni complicate, eppure è costretto anche a farsi carico di nuova utenza dopo gli accorpamenti. «Purtroppo lì siamo in stallo – ammette Riserbato -. La messa in sicurezza richiederebbe lo sgombero, ma questo, al momento, non possiamo permettercelo».
E per le altre sedi richieste per aprile 2014, quando chiuderanno gli uffici del giudice di pace? «Garantisco che anche allora il Tribunale avrà gli spazi che richiederà», risponde e conclude il capo della giunta di Trani.
